SARA DARIO

| IN MEZZO, IL MARE |

Vasi di porcellana trasparente nei quali sono immerse storie di vite ordinate, tra grattacieli e impianti urbanistici disordinati e caotici insieme a immagini della natura del mondo. I colori e la forma scandiscono il contenuto di ognuno.
Nel primo, nelle gamme del blu e del marrone, si leggono esterni e interni di case nella loro realtà costruttiva e abitativa. La forma molto irregolare ci parla delle differenze, dell’instabilità, della precarietà del costruito e del vivere umano.
Nel secondo, nelle gamme del rosso, sono stampate immagini di natura che ricordano all’uomo la mancanza di rispetto ch’egli “avrebbe dovuto” al mondo trovato, e irridono alla sua devozione per quello costruito. È assente il mare, che avrebbe dovuto idealmente riunire i continenti per ricucirli insieme. Quel mare che un tempo incoraggiava e spronava alla scoperta è oggi spesso luogo di tragica conclusione di sogni e speranze. Nonostante il mare sia il centro del titolo dell’opera, diviene il vero assente e, proprio per questo, testimone assoluto.
Fotografie e immagini stampate che riassumono delicatamente la storia umana e naturale del mondo. Un affresco lieve e forte, di amore e di denuncia, fragile e indistruttibile come sono le sono le porcellane create da Sara, finissime e trasparenti, la cui tecnica è ormai dimenticata dagli stessi vasai cinesi. L’artista dimostra grande sensibilità e capacità di riunione della complessità del mondo, che unite a una elevatissima capacità tecnica, fanno di lei un’artista intensa, fine e completa.

SARA DARIO
Nata a Venezia nel 1976 si diploma al Liceo Artistico di Venezia e si laurea in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Carrara.
Durante gli studi accademici s’interessa alla fotografia e alle tecniche di stampa, non solo tradizionali, come il bianco e nero e il colore, ma soprattutto non convenzionali, come la fotoincisione e la fotoserigrafia, stampando su vari materiali e supporti .
Tali tecniche saranno approfondite durante un periodo di circa tre anni passati all’Akademie der Bildendenden Künste München, Monaco di Baviera.
Al termine degli studi frequenta un corso di ceramica con l’idea di poter stampare le sue foto anche su questo materiale; nel periodo che segue scopre che i materiali che rendono più efficaci le stampe serigrafiche sono il gres e, in particolare, la porcellana con la sua delicatezza e trasparenza.
La sua ricerca estetica mira a unire la scultura alla fotografia e dare così un corpo alle sue immagini.
Le immagini, poi, sono legate al ricordo, alla memoria, sono immagini di vissuto, sono spesso fotografie rievocative di situazioni e di sentimenti e sensazioni legati a momenti di vita quotidiana; serigrafando direttamente sulla terra fresca il risultato è materico e l’immagine va quasi immaginata.

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BIENNALE LIGHT ART
COMPLESSO MUSEALE PALAZZO DUCALE
CAVALLERIZZA DELLA CORTE NUOVA
24.06 – 18.09.2016
MOSTRA A CURA DI
Vittorio Erlindo
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Ylenia Apollonio e Lisa Valli, con la collaborazione di Franco Amadei
UFFICIO COMUNICAZIONE
Renata Casarin con Ylenia Apollonio e Alessandro Colombo
REDAZIONE TESTI
Alessandro Colombo, Chiara Tranquillità e Lisa Valli
CREDITI FOTOGRAFICI
Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova:
Archivio Storico Fotografico (operatrice Cristina Garilli), Laboratorio fotografico (operatrice Emanuela Pezzini), Massimo Allegri, Paolo Bernini, Paolo Bertelli,, Niccolò Tasselli, Lisa Valli