ROMANO BOCCADORO

| MATER ADMIRABILIS E IL SOLE NERO |
(OMAGGIO A RENZO VESPIGNANI)

La vetrata d’altare, tra sacro e profano, è opera emblematica della produzione artistica di Romano Boccadoro.
Le quattro vetrate colorate che la compongono narrano del rapporto fra l’artista e la fede, l’alchimia e la poesia, princìpi costituenti la sua vita. La Mater admirabilis, tirata nelle vesti dal Bambino, è metafora di un cambio di prospettiva della maternitas cristiana. È un bimbo che non si crogiola nelle coccole e nel bene materno, è un Bambin Gesù che strattona l’abito materno, che chiede ascolto a questa madre quasi assorta, impegnata a filare il tessuto della storia. Divertito e insistente le ricorda che la storia discende dal loro stare insieme nella storia, e che non può esserci bene sociale e civile senza l’ascolto dei bambini. Il tondo in vetro che sovrasta la Mater admirabilis, è uno stupendo tributo pittorico a Renzo Vespignani. Un sole nero radioso, che potrà illuminare l’oscurità, accelerare il processo di decomposizione delle ombre ricreando contemporaneamente onde e increspature rivelate da modulazioni d’ombre, come in alcuni quadri monocromatici di Burri. Quel sole ci inviterà a sguardi più profondi sia dentro che fuori di noi. Secondo Giordano Bruno “L’uomo viaggerà nel cosmo e dal cosmo apprenderà il giorno della sua fine…
Il sole nero inghiottirà nello spazio il sole, la luna e tutti i pianeti che ruotano in torno al sole”… il futuro dell’Universo è già scritto nelle immagini che arrivano dal cielo, dove un cuore nero si sta facendo spazio sulla superficie solare. Il sole nero di Romano Boccadoro è cuore, gioia, stupore e meraviglia femminile, non serve averne paura. I due vetri a fianco della Mater admirabilis sono personalissimi cartigli: l’uno è una spirale, vortice della vita, col quale firma gran parte delle sue opere, l’altro un leone con corona e spada, che rappresenta il suo carattere forte, poetico e tranchant di fronte ai grandi temi della vita. L’arte lo incorona nella potenza del leone indomito, la poesia gli fornisce la spada per recidere le finzioni del quotidiano.

ROMANO BOCCADORO
Nasce a San Benedetto Po nel 1958. Consegue la maturità artistica nel 1977 e comincia subito a lavorare spaziando dalla pittura alla scultura, poesia, fotografia e l’installazione. Partecipa a diverse manifestazioni artistiche che ne segnano la poetica e la messa in scena dei suoi lavori. È parte della mostra Traviata nell’isola Boschina di Ostiglia, e poi nella La terza dimensione. Possibili oggetti del necessario. Con lo pseudonimo di Mauro Rabano presenta le sue macchine messianiche e inutili. Campanotto stampa il suo primo libro di poesia Poeta Rebis. Viene edito Cuore Nero, partecipa a … e quando il sole cade la città s’accende a Palazzo Ducale di Mantova e poi alla mostra internazionale … e fu terremoto. La nascita, la morte e la resurrezione del figlio di Dio tra sacro e profano.

CONDIVIDI SU

BIENNALE LIGHT ART
COMPLESSO MUSEALE PALAZZO DUCALE
CAVALLERIZZA DELLA CORTE NUOVA
24.06 – 18.09.2016
MOSTRA A CURA DI
Vittorio Erlindo
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Ylenia Apollonio e Lisa Valli, con la collaborazione di Franco Amadei
UFFICIO COMUNICAZIONE
Renata Casarin con Ylenia Apollonio e Alessandro Colombo
REDAZIONE TESTI
Alessandro Colombo, Chiara Tranquillità e Lisa Valli
CREDITI FOTOGRAFICI
Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova:
Archivio Storico Fotografico (operatrice Cristina Garilli), Laboratorio fotografico (operatrice Emanuela Pezzini), Massimo Allegri, Paolo Bernini, Paolo Bertelli,, Niccolò Tasselli, Lisa Valli