NICOLA EVANGELISTI

| EMERALD |

Emmerald si rifà al colore dello smeraldo e alla composizione dei raggi centrali della stanza dei giganti di Palazzo Te. Un’altra opera dedicata al genio di Giulio Romano. Verde come il colore stagnate delle acque del lago, geometrico come le architetture di Giulio, Emerald diventa anch’essa una pianta di città e al contempo pietra tagliata a diamante, come punta di diamante è Mantova nel panorama delle città italiane. Nel Buddismo lo smeraldo è uno dei sette tesori del mondo e pietra della saggezza. Io aggiungerei anche della purezza e della naturalezza. Il laser puntato in verticale sul bugnato di Giulio Romano ci rimanda mentalmente a Palazzo Te. L’installazione luminosa Emerald si colloca all’interno di un percorso di studi e analisi di Nicola Evangelisti sulle forme legate alla geometria sacra nell’ambito di varie e antiche tradizioni religiose. In accordo con gli studiosi che hanno analizzato le analogie tra i simboli dell’antica letteratura vedica aniconica, la successiva arte iconica buddhista presente in India nel II secolo A.C. e alcuni passi di teologi e di mistici cristiani del medioevo, si è convinto che alcuni simboli come l’albero della Vita, la Terra-Loto, la Parola-Ruota, il trono di Loto, la Colonna di Fuoco, dimostrino che il Buddismo “scienza sacra” tra le scienze religiose, siano universali e trasversali ai vari culti e che l’universalità e la trasversalità culturali contribuiscano a portarci ad un superamento delle differenze e alla ricerca di pace e armonia. Ed Emmerald nella sua limpidezza e brillio ci chiama a specchiarci senz’indugi nell’anima.

NICOLA EVANGELISTI
Nasce a Bologna nel 1972. Nel 2000 si diplomai scultura presso l’Accademia di Belle Arti. A partire dal 1995 sviluppa un percorso artistico in cui la luce artificiale si fa protagonista. La riflessione su temi scientifici e filosofici lo porta a elaborare Strutture Spaziali e Ipotesi Cosmiche, che costituiscono visualizzazioni ed estrinsecazioni di principi formalizzabili in termini matematici. Uno dei suoi principali e recenti cicli di lavoro riguarda il rapporto della luce con i simboli e le conseguenti significazioni, legate specialmente all’immaginario visivo geometrico e ai suoi rimandi all’antica storiografia del sacro. Le sue opere entrano a far parte di importanti collezioni private.

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BIENNALE LIGHT ART
COMPLESSO MUSEALE PALAZZO DUCALE
21.07 – 07.10.2018
MOSTRA A CURA DI
Vittorio Erlindo
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Verena Frignani, Ylenia Apollonio
UFFICIO COMUNICAZIONE
Renata Casarin con Ylenia Apollonio e Alessandro Colombo
CREDITI FOTOGRAFICI
Paolo Bernini Studio Nife,
Roberto Merlo Archivio Comune di Mantova,
Elisabetta Pirozzi ComunicazioneWebTv