BIENNALE LIGHT ART 2022

NICOLA EVANGELISTI

| NEW QUANTUM |
| PAX |

La luce nelle due fasi accesa e spenta rivela sia l’aspetto fisico che quello immateriale della guerra. La scritta YES in valute della NATO simboleggia l’intreccio tra ideologia, propaganda e interessi economici.
Il mio intervento simboleggia la relazione tra l’aspetto materiale e quello immateriale del conflitto: una guerra giocata sia sul piano della comunicazione che su quello militare in senso stretto. Parallelamente ai bombardamenti si svolge una guerra intangibile, quella informatica, oltre che a quella economica e mediatica.
Rimanendo su questa idea sostituirei la scritta WAR con PAX per dare un senso di speranza e incoraggiamento alle popolazioni che soffrono.
Il grande occhio che osserva forse è il nostro sguardo impotente di fronte agli orrori del mondo.

| IL TEMPIO DELLA LUCE |

Il tempio della Luce, realizzato inizialmente per il parco del Grand Hotel Timeo di Taormina, ha dimensioni monumen-tali e sfrutta la dualità giorno-notte.
L’installazione, attraversata dalla luce del sole, si integra con l’ambiente fornendone una diversa percezione.
La struttura in tubi metallici si relaziona al paesaggio senza comprometterlo. Essa definisce e delimita lo spazio del sacro senza chiuderlo con muri e portoni.
Di notte, grazie alla luce ultravioletta sulle vernici fosfore-scenti, l’installazione si illumina trascendendo la fisicità del metallo di cui è composta.
Simbolo di pace, unità e fratellanza tra i popoli, è concepita come un tempio aperto, ecumenico, universale.
Il “tempio della luce” presenta tre rosoni, numero sacro per eccellenza in quanto trinità è radice di ogni estrinsecazione delle operazioni dell’Uno nell’alterità del molteplice. I due rosoni laterali contengono la sovrapposizione dell’esagono e la stella di David. Il sei rappresenta la perfezione e l’ordine e come multiplo del tre simboleggia la creazione. Il rosone centrale è ottagonale e rimanda alle forme orientali della geometria sacra. In varie culture rappresenta il collega-mento tra il cielo e la terra.

NICOLA EVANGELISTI nasce a Bologna nel 1972. Diplomato in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dalla fine degli anni ‘90 ha sviluppato un percorso artistico caratterizzato dall’uso della luce artificiale e incentrato su temi scientifici e cosmologici. Vincitore del Premio Internazionale Guglielmo Marconi (2000). Nel 2002 la Struttura Spaziale “Big Bang” entra a far parte della Targetti Light Art Collection e viene esposta al Chelsea Art Museum di New York, al Centre for Contemporary Art Ujazdowski Castle di Varsavia, al MAK di Vienna, al MUAR di Mosca. Nel 2009 realizza Light Blade, installazione luminosa
nel porticato di Villa Reale a Milano, ora parte della collezione permanente della Galleria d’arte moderna di Milano. La sua installazione You are not safe è stata acquisita nella collezione permanente Galila’s P.O.C. Ha esposto in musei e gallerie italiani e internazionali tra cui: il MOAH (Lancaster, USA), Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, Museo Collezione Paolo VI (Concesio, Italia) Meicheng Space (Shenzhen, Cina), Artiscope (Bruxelles, Belgio), Kromya Art Gallery (Lugano, Svizzera). Dal 2013 ha realizzato nella sua città natale un ciclo di eventi multimediali in collaborazione con il musicista omonimo, Nicola Evangelisti, quali Lux Inaccessibilis, nel chiostro della Basilica di San Domenico e Genus Lucis nel Santuario della Madonna di San Luca.
Ha partecipato a esposizioni collaterali della Biennale di Bruxelles, della Biennale di Venezia e di Manifesta9. 2020 Biennale Light Art di Mantova. 2021 Giardini di Luce, G.H. Timeo, Taormina. 2022 Cartografie ottiche, Palazzo Tagliaferro, Andora; Biennale Light Art di Mantova.

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BIENNALE LIGHT ART
CASA DEL MANTEGNA
27.05 – 28.08.2022

CURATORE GENERALE
Vittorio Erlindo

ORGANIZZAZIONE MOSTRA
Bassi Beatrice
Angelo Panerari

UFFICIO COMUNICAZIONE
Beatrice Bassi

CREDITI FOTOGRAFICI
Paolo Bernini Studio Nife
Elisabetta Pirozzi
Claudio Compagni
Barbara Silvestri

RINGRAZIAMENTI
Franco Amadei
Romano Frignani
Antonella Mantovani
Maurizio Lionetti