NICOLA EVANGELISTI

| EXAGONES |

Composto da tredici esagoni, Exagones contiene i cinque solidi platonici. Le interpolazioni coi vertici danno origine dalla figura geometrica del Fiore della Vita che a sua volta nasce dal Seme della Vita. Nei testi sacri, l’arcangelo Metatron, replica della perfezione geometrica, è primo tra gli angeli. Siede alla destra di Dio, è principe degli angeli, creatore della luce esterna che illumina i mondi bui e senza forma. Dio lo invia sulla terra per fermare la mano parricida di Abramo contro il figlio Isacco, ch’egli stesso peraltro aveva armato. Un angelo, quindi, che media tra la natura divina e quella umana. Un angelo che è speranza, e luce nel buio dell’Universo.
Tra sacro e profano, l’Exagones di Evangelisti si pone in equilibrio tra l’inventio umana della perfezione geometrica, e l’incompiutezza, l’errore, l’imperfezione dei nostri comportamenti. Come a chiedersi se sia possibile, che da tanta capacità inventiva, l’uomo non riesca a riconoscere e discernere, dentro di sé e nelle società, il bene dal male.
Nell’esplosione luminosa delle linee precise e intangibili dell’opera, c’è la coscienza o forse solo la speranza di possibili approdi umani a livelli più alti che pongano l’uomo a fianco dell’Arcangelo Metatron. Giovanni Pico della Mirandola, nel suo De hominis dignitate pone addirittura l’uomo accanto a Dio. Senonché, la misura della imperfezione umana, spinge Nicola a denunciare, in opere precedenti, il carico di guerre e orrori in cui il mondo vive. In un’opera recente, in cui allinea dei bossoli di fucile fino a formare il simbolo del dollaro, l’artista ci indica forse una delle origini dei nostri mali, lamentando un senso d’amore e di giustizia superiori, che comunque ricerca negli incroci degli esagoni perfetti e replicabili all’infinito in cui si incontrano scienza e coscienza. Emblema di purezza e perfezione l’Exagones diviene guida e stella che fa luce sul mondo, un’opera che ben si confà alla natura e architettura del luogo che la ospita e alle speranze dell’uomo.

NICOLA EVANGELISTI
Nasce a Bologna nel 1972. Nel 2000 si diplomai scultura presso l’Accademia di Belle Arti. A partire dal 1995 sviluppa un percorso artistico in cui la luce artificiale si fa protagonista. La riflessione su temi scientifici e filosofici lo porta a elaborare Strutture Spaziali e Ipotesi Cosmiche, che costituiscono visualizzazioni ed estrinsecazioni di principi formalizzabili in termini matematici. Uno dei suoi principali e recenti cicli di lavoro riguarda il rapporto della luce con i simboli e le conseguenti significazioni, legate specialmente all’immaginario visivo geometrico e ai suoi rimandi all’antica storiografia del sacro. Le sue opere entrano a far parte di importanti collezioni private.

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BIENNALE LIGHT ART
COMPLESSO MUSEALE PALAZZO DUCALE
CAVALLERIZZA DELLA CORTE NUOVA
24.06 – 18.09.2016
MOSTRA A CURA DI
Vittorio Erlindo
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Ylenia Apollonio e Lisa Valli, con la collaborazione di Franco Amadei
UFFICIO COMUNICAZIONE
Renata Casarin con Ylenia Apollonio e Alessandro Colombo
REDAZIONE TESTI
Alessandro Colombo, Chiara Tranquillità e Lisa Valli
CREDITI FOTOGRAFICI
Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova:
Archivio Storico Fotografico (operatrice Cristina Garilli), Laboratorio fotografico (operatrice Emanuela Pezzini), Massimo Allegri, Paolo Bernini, Paolo Bertelli,, Niccolò Tasselli, Lisa Valli