MASSIMO UBERTI

| BELVEDERE OMAGGIO A GIULIO ROMANO |

Uberti è già un artista importante e riconosciuto della light art a livello internazionale. L’utilizzo dei neon a catodo freddo piegati a seconda delle sue esigenze creative, ci rimanda agli inizi della storia della light, e ad una sensibilità e precisione nell’occupare gli spazi che ci ricorda la poesia ermetica degli anni sessanta. Figure geometriche essenziali e pure come la Grande linea, L’ellisse, Sforzinda e lo Studiolo dedicato a Giulio Romano irrompono delicate e potenti nella Cavallerizza e nel Loggiato di Eleonora, senza rompere l’incanto del potente impianto architettonico nel quale sono collocate.
Per questa Biennale ha disposto le installazioni sapientemente e con una pazienza e precisione certosina. Sforzinda posta al centro del prato della Cavallerizza, ne sfiora i lati corti del tappeto verde e replica a suo modo la pianta di un tempietto mai realizzato, che Giulio Romano tiene in mano nel suo ritratto dipinto da Tiziano. Una mappa, Sforzinda, che per ragioni tecniche l’abbiamo trasformata in fiore coi petali disposti sul prato a raggiera, ma che nella sua riduzione a fiore è diventata ancor più bella, meno complessa e intricata della rete luminosa di Sforzinda, più somigliante ad una città ideale e più prossima per la sua semplicità alla nuova città sul mare Palm Jumeirahl di Dubai.
Lo stesso studiolo dedicato a Giulio Romano composto da un tavolo e una sedia luminosi sembrano essere stati appena usati da Giulio, con la sedia ancora da mettere a posto. È come se il Maestro si sia assentato per un momento chiamato con urgenza in uno dei cantieri della città.
Sulla parte del loggiato della Cavallerizza traccia una lunga linea luminosa come fosse il segno a matita lasciato temporaneamente sulle carte lasciate alla rinfusa sul tavolo a piano terra.
C’è infine nel loggiato di Eleonora L’ellisse che chiude l’affaccio sul lago dei due loggiati e che ripete gli ovati affrescati alle pareti.
Con queste installazioni si percepisce la presenza/assenza di Giulio Romano, genio indiscusso della luce e delle architetture fintamente instabili, oltre che pittore e dise- gnatore a tratti inarrivabile.

MASSIMO UBERTI
Nasce a Brescia nel 1966. Vive e lavora a Milano. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera. All’inizio degli anni Novanta è stato membro del gruppo di artisti Lazzaro Palazzi a Milano. Ha ricevuto molti apprezzamenti in Italia e all’estero tra cui, in Piazza dei Mercanti nel 2007, la quinta edizione del premio Camera di Commercio, Milano, nel 2008, Tendente Infinito nella mostra “Sogni della città possibile”, Fondazione Stelline, Milano. Nel 2012 ha vinto il premio internazionale Artist’Book NOPX a Torino. Nel 2013 è stato selezionato da una commissione europea per l’officina Nuova narrativa per l’Europa, a Milano e a Berlino. Invitato in numerose esposizioni internazionali, è uno dei più importanti artisti italiani della light art.

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BIENNALE LIGHT ART
COMPLESSO MUSEALE PALAZZO DUCALE
21.07 – 07.10.2018
MOSTRA A CURA DI
Vittorio Erlindo
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Verena Frignani, Ylenia Apollonio
UFFICIO COMUNICAZIONE
Renata Casarin con Ylenia Apollonio e Alessandro Colombo
CREDITI FOTOGRAFICI
Paolo Bernini Studio Nife,
Roberto Merlo Archivio Comune di Mantova,
Elisabetta Pirozzi ComunicazioneWebTv