BIENNALE LIGHT ART 2022

MASSIMO HACHEN

| TRAMESTIO |

Un colore non può mai essere percepito isolato dal suo contesto: ovvero un colore si modifica percettivamente a seconda del colore che ha accanto. Questo principio è stato studiato a partire dal 1839 da M.E. Chevreul con il nome di “contrasto simultaneo”. Molti sono poi gli stu-diosi, da White a Muncher, da De Valois a Kitaoka, che hanno compiuto ricerche ed esperimenti su questo fenomeno definendolo con altri nomi: da “assimilazione del colore” ad “interazioni cromatiche”. L’opera ha tratto ispirazione da questi studi. “Tramestio”, nome dell’opera, è la parafrasi delle trame intagliate sulle caselle rosse e blu di una scacchiera. Quando è illuminata da una luce normale la scacchiera si presenta uniforme, con un’alternanza cromatica di rossi e blu. Gli spazi sotto le trame sono dipinti con colori fluorescenti, scelti per la loro particolare luminosità, che si rivelano accendendo luci ultraviolette; il disegno delle trame diventa così luminoso rivelando i colori sottostanti che modificano percettivamente i rossi e i blu. Questo conferisce alla scacchiera un aspetto policromo in contrasto con quello bicromatico. La scacchiera è divisa in quarti che si illuminano seguendo delle sequenze regolate da un software, scritto da Marco Brianza, che modula la luce facendo percepire le variazioni e contrasti cromatici.

MASSIMO HACHEN
Nasce nel 1952 a Milano; architetto e designer, all’inizio del nuovo se-colo, ha affiancato alla sua professione una propria produzione artistica, applicando quei valori di semplicità e di rigore geometrico, trasmessigli da Nino Di Salvatore e Bruno Munari, di cui è stato allievo. Le sue opere sono ispirate dall’esperienza maturata nel campo della psicologia della forma e della percezione visiva, di cui è docente presso il Politecnico di Milano e altri istituti universitari in Italia e al-l’estero, e su cui ha pubblicato alcuni testi. Utilizzando una tecnica personale “sotto vetro” ha dipinto opere astratte vicine all’arte concreta, di grande effetto spaziale esposte in mostre sia personali che collettive, o presenti in collezioni private, a Milano, Vercelli, Venezia e Bologna. In periodi più recenti ha realizzato sculture in materiali compositi illuminate da luci laser, che giocano su rapporti che possono esistere tra suono e forma. Le sue ultime creazioni utilizzano due fonti luminose opposte per generare differenti pattern cromatici attraverso la luce riflessa, con riferimenti diretti alla Gestalt.

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BIENNALE LIGHT ART
CASA DEL MANTEGNA
27.05 – 28.08.2022

CURATORE GENERALE
Vittorio Erlindo

ORGANIZZAZIONE MOSTRA
Bassi Beatrice
Angelo Panerari

UFFICIO COMUNICAZIONE
Beatrice Bassi

CREDITI FOTOGRAFICI
Paolo Bernini Studio Nife
Elisabetta Pirozzi
Claudio Compagni
Barbara Silvestri

RINGRAZIAMENTI
Franco Amadei
Romano Frignani
Antonella Mantovani
Maurizio Lionetti