Performance/installazione
“La mia azione è muta, ha perso le parole, ma è ricca di significato e incanta. Questa mia attuale performance è il proseguimento logico dei miei precedenti lavori ma scandita da due momenti distinti, da due energie opposte, il bianco e il nero.
E’ il passaggio dall’oscurità alla luce, una condizione necessaria per superare le brutture del mondo. La mia azione racconta la storia dell’umanità, della rinascita, del coraggio, della bellezza”. Ho scelto di interagire con lo spazio naturale di un giardino per la sua capacità di trasmettere l’intima e vera struttura del mondo”.
Siamo ancora in mondo invaso di sofferenza dove anziani, donne e bambini, vengono massacrati e privati di un futuro legittimo di gioia e libertà, dove la bellezza e la cultura non fanno più parte di esso, dove il potere e il narcisismo dell’Io pervade in ogni ambito sociale.
“Magnus Opus, Dal buio alla luce” è una performance audiovisuale site specific dell’artista Marilena Vita composta in due atti, e presentata nei giardini della casa di Andrea Mantegna a Mantova.
La prima parte della performance consiste in una proiezione video realizzata in collaborazione con la light designer Liliana Iadeluca.
Le immagini proiettate sono state prodotte tramite la light painting photography, una tecnica che si avvale di una lunga esposizione dell’immagine che immortala il movimento disegnato dalla luce.
L’artista si avvale di valori primigeni ricchi di significato: il silenzio, il suono, il buio e la luce, elementi abituali nelle sue azioni performative, che si contrappongono al caos legato al potere economico e sociale, all’omologazione e al mancato rispetto dei diritti umani.
Un’azione questa, che interagisce con lo spazio naturale attraverso una ritualità sacra antica, che dà significato al luogo, e il luogo di rimando dà pregnanza all’azione.
Il senso di sacralità e il rito, creano una connessione con l’Altro in un mondo privo di reali interazioni.
OPERA AL NERO (IL BUIO) ATTO I
Il colore nero in alchimia corrisponde ai nostri istinti fisici più bassi, qui, si svolgerà la prima azione legata al pensiero distruttivo dell’uomo al caos, alla corruzione morale. (incontro con l’ombra)
Un mazzetto di piante aromatiche verrà bruciato dall’artista come rituale di purificazione. Anticamente questa pratica veniva usata durante le cerimonie sacre, ritenendo che il loro fumo e il buon odore avesse poteri curativi e che fosse in grado di condurre le preghiere delle persone fino a Dio.
OPERA AL BIANCO (LA LUCE) ATTO II
Il colore bianco legato alla luce ha un rapporto con il volo.
Questa è la fase della trasformazione e della rinascita, della consapevolezza di sé, dello svolgimento del rito che unifica. E’ la salvezza dell’eroe, che rappresenta la libertà, la pace e un nuovo inizio.
E’ una dea che ha deposto le armi, non combatte più e rappresenta il passaggio tra il buio e la luce in grado di guarire tutti i mali.
(M.V.)
MARILENA VITA
Artista multidisciplinare formatasi nel campo delle belle arti e del cinema. Performer, pittrice, fotografa e videoartista internazionale, ha esposto e partecipato a rassegne ed eventi in molti paesi, tra cui Berlino, Parigi, Macao Cina, Praga, Città del Capo, Milano, New York, Roma, Genova, Reggio Emilia, Belgio, Amsterdam, Croazia, Atene, Miami, Teheran, Budapest, Barcellona ecc. Premiata dalla Columbus University a New York, per la videoarte, ha rappresentato l’Italia nella settimana della cultura a Città del Capo. Il suo lavoro va da un processo individuale all’ideale di comunità, dalla mitologia all’antropologia culturale, dal testo alla drammatizzazione, all’immagine bidimensionale alla performance, dalla memoria alla realtà. L’artista attraverso il mito e il gesto rituale, trae energia dal silenzio contemplativo, concepito come terapia necessaria capace di contrastare il caos seriale, che impone costrizioni o emana divieti. Perno di questa ricerca è l’attenzione tenace dell’artista al linguaggio del gesto rituale che si evince sia nelle sue performance e che nella fotografia, che in molti casi può essere vista come un momento para-teatrale dove l’azione rituale viene bloccata con la tecnica dell’autoscatto. Dal 2021 Segretario Generale di Nuova AICA Association des Critiques d’art, Parigi. Direttore responsabile della Galleria artecontemporanea Montevergine a Siracusa. Redattore presso Fynpaper, rivista internazionale socioculturale con sede a Milano.
