MARCO LODOLA

| SERRATURA |

Fuori dagli schemi tradizionali, anche nell’ambito della light art, dove occupa un posto di rilievo, particolare e quasi tangente, per Lodola l’opera d’arte è fine a se stessa, non ha l’ambizione di cambiare il mondo, è un oggetto che deve piacere: dev’essere raggiante, armoniosa, danzante, deve donare e ricevere luce. Magritte cominciò a parlare senza intermediari (teorici, critici e storici dell’arte) al grande pubblico quando la sua pittura si fece gioiosa e ludica. Un atteggiamento analogo caratterizza Marco Lodola. La figura femminile che ci ha portato in mostra, é inscritta in un buco di serratura. Conturbante, sensuale. Da quel foro, sembra dirci l’artista, forse si riesce ad intravvedere e a capire meglio il mondo. Nel mettere in primo piano la donna, l’artista invita gli uomini a cercare le chiavi per comprenderla, ad aprirci ad essa perché possa a sua volta aprirsi all’osservatore. Non c’è altro modo per comprendere e svelare i sentimenti delle donne che possederne le chiavi: la chiave del rispetto, dell’amore, della passione…
Le tragiche notizie di ogni giorno ci parlano di un genere maschile privo di quelle chiavi e indolente a cercarle. L’amore è paziente diceva san Paolo, non manca di rispetto, non si adira…La preferenza dell’artista per la libera fruizione delle sue opere costituisce un ulteriore elemento di dialogo fra la sua opera e l’istallazione nella Cavallerizza: un esercizio di stile, luce e colore, un omaggio alla musica, alla danza, a Depero, e a quanto di più libero, gratuito e radioso possa offrirci l’arte.

MARCO LODOLA
Nato a Dorno (Pavia), ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze e di Milano.
Agli inizi degli anni ottanta intorno alla Galleria di Luciano Inga Pin, a Milano, ha fondato con un gruppo di artisti il movimento del Nuovo Futurismo, di cui il critico Renato Barilli è stato il principale teorico.
Ha partecipato a esposizioni e a progetti per importanti industrie quali Swatch, Coca Cola, Vini Ferrari, Harley Davidson, Ducati, Riva, Illy (collana di tazzine d’autore), Coveri, Fabbri, I Mirabili, Shenker, Seat, Lauretana, Gierre Milano e Calze Gallo. Nel 1994 è stato invitato a esporre dal governo della Repubblica Popolare Cinese nei locali degli ex archivi della città imperiale di Pechino. Ha partecipato alla XII Quadriennale di Roma e alla VI Biennale della Scultura di Montecarlo. Diverse le sue collaborazioni con scrittori contemporanei tra cui Aldo Busi, Marco Lodoli, Tiziano Scarpa e Giuseppe Cederna, e con musicisti: i Timoria, gli 883 di Max Pezzali, Andy (Bluvertigo), Syria, Nick the Nightfly, Steve Vai, Ron, Enzo Iacchetti e Gianluca Grignani.

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BIENNALE LIGHT ART
COMPLESSO MUSEALE PALAZZO DUCALE
CAVALLERIZZA DELLA CORTE NUOVA
24.06 – 18.09.2016
MOSTRA A CURA DI
Vittorio Erlindo
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Ylenia Apollonio e Lisa Valli, con la collaborazione di Franco Amadei
UFFICIO COMUNICAZIONE
Renata Casarin con Ylenia Apollonio e Alessandro Colombo
REDAZIONE TESTI
Alessandro Colombo, Chiara Tranquillità e Lisa Valli
CREDITI FOTOGRAFICI
Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova:
Archivio Storico Fotografico (operatrice Cristina Garilli), Laboratorio fotografico (operatrice Emanuela Pezzini), Massimo Allegri, Paolo Bernini, Paolo Bertelli,, Niccolò Tasselli, Lisa Valli