GIOVANNA FRA

| COLONNA PICTA |

Le creazioni di Giovanna inducono alla ricerca dei molteplici incipit di un’opera nelle sue complesse elaborazioni e rielaborazioni, sintomi dell’eternità dell’arte, del suo continuo prodursi, riprodursi e mutarsi.
Probabile frammento di un’opera più grande, l’immagine ingrandita trova una propria e nuova collocazione all’interno di una silhouette d’acciaio a forma di colonna. Cielo, terra e acqua, elementi costitutivi e scenografici della Cavallerizza, sono coloristicamente amplificati e serigrafati su plexiglas per restituirci i caratteri salienti di una pittografia capace di originare altre immagini. Il micro si trasforma in macro e si sedimenta in questa opera mettendo al centro le proprie tessiture, dai segni, forme e colori, decisi: pittura figlia di pitture, fotografia figlia di fotografie, entrambe procreatrici di altre pitture e fotografie.
L’idea di stabilità e magnificenza della colonna è qui resa potente dai colori che prendono lo spazio sostituendosi all’architettura. I neri, i verdi, i rossi e i blu rimandano a un colloquio ininterrotto tra mente, materia e architettura, e si rendono capaci di una ricostituzione psichica e materiale di una improbabile colonna. Il segno nero che perimetra l’intera colonna, e che potenzia la struttura nella sua doppia declinazione di realtà e finzione, si traduce nell’aspirazione dell’arte di ristabilire un ordine tra soggetto e oggetto, un ordine in cui l’artista è arbitro assoluto dell’oggetto e può decidere qualunque invenzione o reinvenzione, pur se impossibile, inattuabile, incredibile. Un demiurgo, nel senso platonico di artifex dell’universo, che mette sconcerto nell’ordine della natura e dei suoi elementi, un omaggio all’opera di Giulio Romano, alla sua interpretazione “moderna” dei grandi temi della classicità.

GIOVANNA FRA
Si è diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, preparando una tesi su John Cage e il rapporto tra arte e musica nel Novecento. Nel contempo studia restauro conservativo tra Milano e Venezia. La sua visione creativa ha privilegiato la fisicità dinamica del colore in relazione alle diverse consistenze della materia, fissando nell’immediatezza del gesto attimi di sospensione e rarefazione. Ha iniziato a esporre nel 1991. Tra le recenti mostre in sedi pubbliche e private si segnalano: Il rumore bianco del gesto, Chiesa dei Santi Ambrogio e Bellino di Vicenza; Fugaci cromie, Palazzo del Broletto di Pavia; Arte aniconica, Casa del Mantegna, Mantova; Tempus-time, Musei Civici di Pavia; Carte italiane, Istituto Borges, Buenos Aires; Dialogo tra generazioni, dal Futurismo ai giorni nostri, Ambasciata italiana, Il Cairo; Quattro volti, Istituto Italiano di Bruxelles; Michelangelo oggi, Westend Galerie, Francoforte; Texture, Mondadori Store Duomo, Milano; Fil rouge, V.I.U. Isola di San Servolo, Biennale di Architettura, Venezia; Nothingisreal, M.A.O., Museo d’Arte Orientale, Torino; Artefiera di Pavia con Galleria Allegrini, Brescia; Opere su carta, Galleria Sabiana Paoli Art Gallery, Singapore; Hotel Marriott, Isola delle Rose, Venezia; Forte Village, Sardegna, Galleria Mazzoleni; David Bowie the real face, Mondadori Store Duomo, Milano; Texture, Palazzo Coveri, Firenze; Inside Out; Galleria Rotta Farinelli, Genova (catalogo a cura di Luca Beatrice).

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BIENNALE LIGHT ART
COMPLESSO MUSEALE PALAZZO DUCALE
CAVALLERIZZA DELLA CORTE NUOVA
24.06 – 18.09.2016
MOSTRA A CURA DI
Vittorio Erlindo
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Ylenia Apollonio e Lisa Valli, con la collaborazione di Franco Amadei
UFFICIO COMUNICAZIONE
Renata Casarin con Ylenia Apollonio e Alessandro Colombo
REDAZIONE TESTI
Alessandro Colombo, Chiara Tranquillità e Lisa Valli
CREDITI FOTOGRAFICI
Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova:
Archivio Storico Fotografico (operatrice Cristina Garilli), Laboratorio fotografico (operatrice Emanuela Pezzini), Massimo Allegri, Paolo Bernini, Paolo Bertelli,, Niccolò Tasselli, Lisa Valli