BIENNALE LIGHT ART 2024

FILIPPO AVALLE

| FOGLIA DI LUCE |

Tutte le opere, tranne Foglia di luce (un prototipo realizzato nel 1994 per l’azienda “O luce “), appartengono al ciclo La storia dell’uomo riccio – omaggio ad Anna Politkovskaja iniziato nel 2009 con la lettura di una raccolta di articoli della giornalista russa.
I personaggi tragici che popolano le sue cronache di cui è stata testimone diretta sono stati per me fonti per una narrazione visiva in chiave “fiabesca” di questa e di altre realtà drammatiche della società contemporanea.
Il personaggio a cui mi sono ispirato principalmente è quello di Moisej Michajlovic Nazarov, da lei descritto come “uomo riccio” che racconta di “chi non ha più niente per scaldarsi al prossimo inverno”. È così nato un ciclo di sculture, precedute da altrettanti disegni, confluito poi anche in un racconto, sia come manoscritto illustrato con disegni e fotografie, sia messo in scena in un monologo teatrale.
Quattro gli episodi principali: la cacciata di casa di un anziano; il suo vagabondaggio tra una umanità lacerata e avvilita dalla violenza; la trasfigurazione del suo corpo in un riccio per difendersi; l’incontro con una donna che gli consente la metamorfosi in una farfalla che vola libera verso una rinnovata speranza per abitare poeticamente la terra. (F.A.)

| OCCHIO |

| L’UOMO RICCIO NEL CESPUGLIO E IL CONIGLIO MESSAGGERO |

FILIPPO AVALLE
Filippo Nel periodo della guerra con il suo linguaggio artistico comprende profondamente la tragedia che il popolo Ucraino sta vivendo e le sue opere sono veri e propri manifesti contro l’orrore della guerra perchè dietro ogni nuvola c’è sempre il sole, la speranza è la rinascita.
Avalle nasce da madre svizzera e padre italiano a Chêne-Bougeries (Ginevra) il 13 ottobre 1947.
Siamo un anno dopo la pubblicazione del Manifiesto Blanco di Lucio Fontana, un maestro ideale, il punto di riferimento per quella che Avalle sentirà come un’eredità artistica da sviluppare.
E lo farà accogliendo nel famoso “taglio della tela” l’indicazione di un’ulteriore dimensione dello spazio. Intraprenderà quindi concretamente il suo percorso artistico ‘oltre Fontana’ attraverso il metacrilato (plexiglas), materiale plastico con proprietà di trasparenza e opacità, che nasconde e rivela uno spazio oltre la tela.
Affascinato dalla complessità dell’opera di Leonardo, non dimenticherà mai la valenza anche progettuale del disegno che negli anni diventerà “stratigrafico”.Nel 1987, gli interessi per l’architettura continuano a essere coltivati parallelamente e Avalle si trova pronto per la settima grande opera, Technopolis, un ‘ritratto d’azienda’ per la Castek di Milano. Per il CERN di Ginevra progetta una tensostruttura per il soffitto del Centro visitatori (1989): accanto ai calcoli ingegneristici per realizzarla, sulla sua scrivania di quegli anni trovano spazio i libri di Fritjof Capra e Daniele Del Giudice. Fulgido esempio di disegno architettonico in cui nuotano figure fantastiche saranno, qualche anno dopo, i due enormi pannelli disegnati per Gaia – Habitat interplanetario, pensati anche per una esposizione a soffitto.
Nel 1994 una nuova sfida architettonica: Avalle compie alcuni interventi artistici e funzionali sulla nave da crociera Costa Allegra disegnata dall’architetto Guido Canali. Per l’atrio della nave progetta e realizza la ottava grande opera: un Obelisco solare in plexiglas e vetro con filtri interferenziali e fibre ottiche.
Si apre da allora una ricca fase di sculture luminose, cui si aggiungono prima i led e più tardi le celle fotovoltaiche: ne sono testimonianza anche opere come Rugiada che realizzerà per una boutique di Mosca, dove si recherà nei primi anni del Duemila. Le sperimentazioni si manifestano pure in interventi architettonici e di design con materiali più tradizionali come il ferro e il legno, accanto al plexiglas, per porte, mobili, scale e lampade.

CONDIVIDI SU