Accanto allo studiolo di Giulio Romano di Massimo Uberti ho voluto i libri luminosi di Federica Marangoni. Alcuni, realizzati per quest’occasione, sono un omaggio a Giulio Romano e alla Biblioteca immaginaria di Luis Borghes.
Oggetti preziosi e sofisticati per bibliofili puri, attratti più dal dorso e dai caratteri dorati delle copertine che dal contenuto dei libri. Libri luminosi e trasparenti che hanno una loro forza attrattiva indipendentemente dal testo, evidentemente inesistente. Il lavoro di Federica è un richiamo all’immaginazione, al racconto fantastico che dentro quei vetri si conserva intangibile ed eterno. Le opere sono una fusione magica con la sapienza dei vetrai di Murano. Mente e mano, si compenetrano senza sbavature e segni divisivi nell’opera.
| LA MACCHINA DEL TEMPO |
Una clessidra che invece di avere la sabbia che scende lentamente dal suo bulbo conico, ha una serie di neon pulsanti. Un battere e un levare che richiama il palpitare della vita e del cuore. Una macchina, la clessidra, che oramai abbiamo dimenticato dopo l’avvento degli orologi, dei cellulari, delle televisioni che scandiscono anche i secondi, ma che basta la sua vista per richiamarci all’ordine e a pensare al tempo in termini filosofici, cosa che sempre meno abbiamo il tempo e la voglia di fare.
FEDERICA MARANGONI
Artista multimediale già dal 1970 opera a livello internazionale usando vetro-luce-video per le opere ed installazioni. Viene invitata al MOMA New York con la performance Interrogation e il film The box of Life. Fonda la sua ricerca su luce e artificio, realtà e finzione, gioco dell’effimero, della trasparenza e della mobilità virtuale dell’immagine. Pioniera negli anni Sessanta e Settanta nella ricerca di nuovi materiali, plastiche, neon e video, questi ne segnano, come per le generazioni dopo Duchamp, la sua espressione artistica. Vuole essere libera nell’impegno di ogni messo per fare Arte. Invitata dai Musei Civici Veneziani a rappresentare la città per la Biennale del 2015, realizza un’opera site specific per la facciata barocca di Ca’ Pesaro sul Canal Grande.


BIENNALE LIGHT ART
COMPLESSO MUSEALE PALAZZO DUCALE
21.07 – 07.10.2018
MOSTRA A CURA DI
Vittorio Erlindo
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Verena Frignani, Ylenia Apollonio
UFFICIO COMUNICAZIONE
Renata Casarin con Ylenia Apollonio e Alessandro Colombo
CREDITI FOTOGRAFICI
Paolo Bernini Studio Nife,
Roberto Merlo Archivio Comune di Mantova,
Elisabetta Pirozzi ComunicazioneWebTv












