FARDY MAES

| IN LODE A DAN FLAVIN |

L’arte vera non è morta, vive spesso di una vita clandestina. Nei suoi sempre più rari interventi di Fardy Maes, in giro continuamente per il mondo, le sue 15 canne d’organo che si affacciano ai grandi finestroni del salone di Torquato Tasso, sono il biglietto da visita della Biennale per chi arriva dall’autostrada. Così come gran parte delle opere presentate, l’organo luminoso è stato preparato proprio per questa Biennale. Un omaggio a Dan Flavin, (il primo artista americano che ha fatto dei neon la propria cifra artistica e tecnico-stilistica) e a Mantova, città dove non è mai mancata la musica sia nelle chiese, che nei teatri e nelle strade. Fardy Maes visitò Mantova anni fa e si ricorda ancora la bellezza, l’armonia e l’acustica del Teatro Bibiena realizzato nel settecento da Antonio Galli da Bibbiena. A questi ricordi e al nostro rapporto di quasi trent’anni si deve quest’opera.
Altera, misurata, proporzionata ai grandi finestroni del Salone del Tasso, le canne d’organo sembrano linee che s’inerpicano a simulare note alte sui monitor del misuratori e analizzatori del suono.
Luce e musica al contempo, prive di colore.

FARDY MAES
Nasce in California nel 1943. Segue la vita nomade dei genitori ricchi e colti, che la portano fin da bambina a vedere mostre d’arte, rappresentazioni teatrali e balletti in diverse città americane. La scuola è quella dei genitori che la istruiscono e la formano al fare pratico e alla filosofia. Giovane hippie partecipa alle più importanti manifestazioni di contestazione degli anni Sessanta. Le sue opere sono presso numerosi collezionisti americani. Intorno al 1980 comincia a occuparsi di light art. Amante dell’Italia, ogni tanto fa visita in Toscana ad una sua amica inglese. Spiccatamente minimalista, ha guardato molto al lavoro di Dan Flavin e ne porta avanti la sua lezione, quasi sempre utilizzando i neon. Predilige gli interventi in site specific come quello realizzato per Mantova.

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BIENNALE LIGHT ART
COMPLESSO MUSEALE PALAZZO DUCALE
21.07 – 07.10.2018
MOSTRA A CURA DI
Vittorio Erlindo
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Verena Frignani, Ylenia Apollonio
UFFICIO COMUNICAZIONE
Renata Casarin con Ylenia Apollonio e Alessandro Colombo
CREDITI FOTOGRAFICI
Paolo Bernini Studio Nife,
Roberto Merlo Archivio Comune di Mantova,
Elisabetta Pirozzi ComunicazioneWebTv