BIENNALE LIGHT ART 2024

FABRIZIO BELLAFANTE

| PERSIA |

La geometria è figlia della matematica pura. Ne è anzi la sua rappresentazione, non solo attraverso i numeri, ma anche per il tramite dei segni e disegni.
L’astrazione geometrica nell’arte sacra del mondo islamico, che fino a qualche decennio fa si pensava essere solo frutto dell’ideazione di un modo altro di rappresentare Dio, in realtà è molto più complessa e contribuisce ad esempio a spiegare alcuni fenomeni relativi alla teoria delle stringhe. Come a dire che la geometria delle cupole islamiche o anche di palazzi privati hanno dei rapporti stabili con la nuova scienza.
L’iconoclastia nell’arte islamica ha portato gli artisti, i disegnatori, o anche i progettisti e costruttori ad esempio di moschee islamiche, a praticare continuamente nuovi sentieri astratti nella rappresentazione oggettiva delle cose. Mentre nel Cristianesimo Dio è incarnato nella figura umana, nell’Islam invece è un’entità totalmente astratta, diventando perciò mezzo e al contempo il fine della creazione artistica del divino. Io resto sempre affascinato e stupito dalla precisione, e infinita varietà della geometria araba. Una sorta di “spettacolo teorico-concreto della geometria” come lo chiama il filosofo della scienza Michel Serres. Le geometrie che vedete nel light box di Bellafante sono solo un esempio della bellezza e della precisione delle trame geometriche arabe che non si concludono nella sola architettura religiosa, ma si dirigono verso la moltissima produzione manifatturiera (tappeti, vasi, ricami.. ) e la stessa progettazione ingegneristica. (E.V)

BELLAFANTE FABRIZIO
Fabrizio Bellafante, nato a Milano nel 1974, ha avviato la propria carriera fotografica in giovane età, maturando esperienza presso studi di sviluppo e stampa, tra cui lo Studio Partisani. La sua produzione spazia dal fotoreportage e fotogiornalismo alla fotografia astratta. Dalla fine degli anni ‘90, ha esposto le sue opere in numerose sedi di Milano, cercando di integrare elementi visivi e musicali.
La sua prima mostra, dedicata all’India, si è tenuta a Le Trottoir, seguita da esposizioni come “Neo Expressionism” e “Into the Void”. Nel 2009 ha collaborato con Maurizio Galimberti e, nel 2011, ha esposto presso la galleria EF Arte, attirando l’attenzione di critici come Roberto Mutti, Angela Madesani e Vittorio Sgarbi.
Nel 2012 ha presentato la mostra “Water Vision” alla Casa delle Culture di Milano, successivamente riproposta in altre sedi, con copertura mediatica su Repubblica. Bellafante ha inoltre collaborato con la Fondazione D’Ars e ha partecipato a numerose collettive, tra cui “Figura Acqua” nel 2014, promossa dal Comune di Milano e dalla Fondazione Expo 2015. Nel 2016 ha partecipato al MIA PHOTO FAIR e ha presentato la bipersonale “Doppio Scatto. Sovrapposto fino a qui” presso la Fabbrica EOS. Tra il 2016 e il 2018 ha vissuto tra Milano e Tehran, esponendo la mostra “Iran Mental Planes” presso la Aaran Art Gallery di Tehran. Attualmente collabora con agenzie milanesi di moda e pubblicità, proseguendo il suo percorso di ricerca artistica.

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