Il groviglio della vita. L’idea che i fili restino a segnare l’incontro, che il loro muoversi infinito e senza contrasto trovi il modo per farli toccare nello spazio senza diventare matassa informe, nodo gordiano inesplicabile e indistricabile.
Un fluire e danzare di fili, come fosse la vita immaginata fin da bambini,
il cui senso primordiale non prevede mai cesure, rifiuti, abbandoni, nascondimenti, ma solo amori.
Quella vita cresciuta dal cordone ombelicale, ispirata dal filo di latte materno, cercata nei sorrisi e nei baci innocenti, quella vita trovata sul filo di lana del primo paio di calze per scaldare la vita! (V.E)
ELIA FESTA
Nel 1969 conosce Ibrahim Kodra. A 14 anni lavora presso l’agenzia pubblicitaria Young & Rubicam. Con Pierre Restany le prime mostre “L’Età del pensiero” (1989) e “Riflessioni” (1993). Collabora con Photology a Milano e Londra a partire dal 1993 e nel 1995 “La Habana”. Nel 1996 ARTBASEL e nel 1996 ’97-’98- ‘99 AIPAD New York. Nel 2000 a Bologna in “100 al 2000” e “Ho vissuto qui” per Photology. Con Salvino Raco nel 2006 Performance “La corsa di Sizwe Kondhile” alla Triennale di Milano, il progetto “It’s about blood”, dedicato a Nelson Mandela.
Nel 2010 “Microbi” allo “Studio Visconti” di Milano. Industrial Art “Photosophy” con EGE, del 2011 alla Torre Cesar Pelli di Milano. “Black Lights” ha per tema la violenza, su testo di Lars Noren, con il regista Salvino Raco, l’Università Bicocca di Milano e l’Ambasciata di Svezia, nel 2013 alle Officine Creative Ansaldo di Milano. Nel 2015 “SI.C.()L.A.” Photology Noto con E. Sottsass, M. Cresci, A. Jemolo, A. Leppala. “Nato soprattutto a Milano” è la mostra antologica, nel 2017 al Palazzo delle Stelline di Milano, curata da Fortunato D’Amico, che dice di lui: “La Luce è per Elia Festa il materiale protagonista assoluto dell’arte”. BLAU è il Progetto che nel 2019 presenta all’Acquario di Milano, prodotto dal Comune di Milano, curato da Giancarlo Lacchin, Fortunato D’Amico e Vittorio Erlindo, BLAU segue l’Agenda 2030 dell’ONU.

