BIENNALE LIGHT ART 2022

ELIA FESTA

| SPRING TIME TABLE |

Queste due opere, che fanno parte di Blau, l’importante esposizione che si è tenuta all’Acquario di Milano, introducono il principio di necessità dell’arte di non voltare le terga ad una questione calda di questo tempo: il nostro rapporto con l’acqua o meglio sarebbe il rapporto con le acque e con i milioni di tonnellate di plastica che il pianeta sta buttando in mare. Quei filamenti luminosi che vedete non sono altro che una rappresentazione artistica e visiva del disastro che stiamo giorno per giorno producendo nel mare e che ha già innescato un processo di asfissia di migliaia di esseri viventi, l’innalzamento delle temperature delle acque e quindi in atmosfera. Non c’è la potenza esplicita e furiosa dell’acqua, ma una forza trattenuta, in fieri, che non si esprime col suono, col fragore, col boato, ma piuttosto col silenzio e con le sue ferite.

| GRANDE OCCHIO |

La Luce è per Elia Festa il materiale protagonista assoluto dell’arte.
Lo studio del suo manifestarsi tra chiarore e ombra, l’alternanza del giorno e della notte, l’evoluzione del vita biologi-ca sul pianeta, sono all’origine dei processi di civilizzazione dell’Umanità e del percorso della conoscenza.
Il Sole è la fonte principale del nostro sapere.
Con l’antropizzazione dell’astro celeste nasce l’arte, che a sua volta diventa filosofia e quindi etica di vita quotidiana. Il Grande Occhio è la prima video-art di Elia Festa.
È un inno all’astro celeste che con le sue metamorfosi crea le forme del mondo materiale, ma anche di quello invisibile e emozionale che anima tutti gli Esseri.
I suoni realizzati con dovizia professionale da Paolo Tofani si coniugano alle immagini animate ed elaborate da Elia Festa, con l’assistenza tecnica di Davide Ganito. Insieme esaltano il senso di trascendenza e lo spirito di riflessione interiore che ispira l’opera.
Il lavoro vuole essere anche un omaggio a Marcel Duchamp e ad Anemic Cinema, video che l’artista aveva realizzato nel 1926.

Fortunato D’Amico

ELIA FESTA
Nel 1969 conosce Ibrahim Kodra. A 14 anni lavora presso l’agenzia pubblicitaria Young & Rubicam. Con Pierre Restany le prime mostre “L’Età del pensiero” (1989) e “Riflessioni” (1993). Collabora con Photology a Milano e Londra a partire dal 1993 e nel 1995 “La Habana”. Nel 1996 ARTBASEL e nel 1996 ‘97 ‘98 ‘99 AIPAD New York. Nel 2000 a Bologna in “100 al 2000” e “Ho vissuto qui” per Photology. Con Salvino Raco nel 2006 Performance “La corsa di Sizwe Kondhile” alla Triennale di Milano, il progetto “It’s about blood”, dedicato a Nelson Mandela. Nel 2010 “Microbi” allo “Studio Visconti” di Milano. Industrial Art “Photosophy” con EGE, del 2011alla Torre Cesar Pelli di Milano. “Black Lights” ha per tema la violenza, su testo di Lars Noren, con il regista Salvino Raco, l’Università Bicocca di Milano e l’Ambasciata di Svezia, nel 2013 alle Officine Creative Ansaldo di Milano. Nel 2015 “SI.C.( )L.A.” Photology Noto con E. Sottsass, M. Cresci, A. Jemolo, A. Leppala. “Nato soprattutto a Milano” è la mostra antologica, nel 2017 al Palazzo delle Stelline di Milano, curata da Fortunato D’Amico, che dice di lui: “La Luce è per Elia Festa il materiale protagonista assoluto dell’arte”. BLAU è il Progetto che nel 2019 presenta all’Acquario di Milano, pro-dotto dal Comune di Milano, curato da Giancarlo Lacchin, Fortunato D’Amico e Vittorio Erlindo, BLAU segue l’Agenda 2030 dell’ONU.

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BIENNALE LIGHT ART
CASA DEL MANTEGNA
27.05 – 28.08.2022

CURATORE GENERALE
Vittorio Erlindo

ORGANIZZAZIONE MOSTRA
Bassi Beatrice
Angelo Panerari

UFFICIO COMUNICAZIONE
Beatrice Bassi

CREDITI FOTOGRAFICI
Paolo Bernini Studio Nife
Elisabetta Pirozzi
Claudio Compagni
Barbara Silvestri

RINGRAZIAMENTI
Franco Amadei
Romano Frignani
Antonella Mantovani
Maurizio Lionetti