BIENNALE LIGHT ART
CASA DEL MANTEGNA
27.05 – 28.08.2022

La ricerca contemporanea
sulla Luce, tra Arte e Design

Ci sono eventi che si ripresentano alle porte della Storia in modo improvviso e senza preamboli, capaci di riportare indietro di secoli le lancette dell’orologio e di catapultare interi popoli nella tragedia.

È così che la guerra è entrata come un lampo in Europa, inaspettata e assurda. Prima il Covid coi suoi 6,5 milioni di morti e poi questa stupida guerra che in Ucraina ha distrutto case, palazzi, scuole, ospedali, teatri, piazze, ferrovie, aeroporti. Per noi sono ancora immagini, e per quanto anche empaticamente le viviamo, siamo lontani dai drammi umani e dai lutti che questi massacri stanno provocando ad un popolo che si stava incamminando verso una piena democrazia che seppur a tutt’oggi imperfetta è l’unica via sulla quale possiamo costruire diritti, valori e libertà.

Di tutti i disastri che questa guerra ha prodotto e potrà ancora compiere non riuscirò mai a perdonare i gratuiti assassini, le morti incivili, le distruzioni, i saccheggi, gli stupri, l’abbandono dell’esercito russo dei suoi stessi soldati uccisi ai margini della strade, dell’esercito russo dei suoi stessi soldati uccisi ai margini della strade, o nelle trincee da poco scavate. Ma di tutti i disastri e le aberrazioni compiute, ciò che non riuscirò mai a perdonare sono le deportazioni di migliaia di bambini in territori russi a loro sconosciuti, senza il conforto e la consolazione di padri, né madri, né nonni e fratelli.

Cantami una ninna nanna mamma, voglio sentire la tua parola, recita così la canzone dei Kalush. Io non so se, e quanto, Putin pagherà per questi abomini, so che sarà niente, rispetto alle sofferenze che ha causato, e so che i libri di storia e le generazioni che verranno lo disprezzeranno per sempre e il suo nome varrà meno di un rublo bucato.

Non vorrei essere nemmeno nei panni di Kirill, tenuto in palmo di mano dal demonio e dalla guerra, allorquando, privato dalla grazia di Dio, dovrà spiegare il baratto dell’altare per il trono. I libri non riusciranno mai a rendere reale la guerra con le sue violenze. Viviamo in mondo che anziché sentirla come uno scandalo se ne lascia sedurre. La guerra è il più grande peccato del mondo e deve essere abolita, cancellata dagli uomini, dalle costituzioni, dai governi e dalle massime istituzioni internazionali e del mondo.

Avrei dovuto, dovrei parlare d’arte, ma non ci riesco, sono furente!Dopo 87 anni, la guerra in Europa ha riacceso i suoi motori e sta seminando migliaia di bombe sulla terra del grano e dei girasoli.

A nulla sembrano essere serviti i consigli e i moniti dei padri dell’Europa.

Per questa esposizione avevo scritto del cielo, della terra e dell’arte, ma in segno di protesta contro questa guerra assurda, ingiusta e incivile, ho deciso di immergere il mio testo introduttivo tra le immagini di guerra.

Troppe parole, troppi show televisivi, troppe trasmissioni disegnate
e segnate dall’audience, troppi stupidi chiamati a parlare, troppe bugie, troppi venduti all’eloquenza, troppi pacifisti della domenica
e da salotto, troppi saccenti e cacasentenze, troppi ignoranti.

Meglio il silenzio!
Per coloro che non sanno tacere e che venderebbero la madre al nano per un pezzo di schermo, bastino le immagini raccolte dai giovani e bravi inviati di guerra che stanno rischiando la vita.
Immagini più eloquenti dei milioni di inutili parole.

Chi oggi appende le proprie corde vocali al silenzio non diserta,
non si nasconde, non si isola, semplicemente non partecipa al banchetto degli stolti.
L’Arte, non ha sempre ripudiato la guerra, in passato l’ha scolpita e raffigurata come Dea per Principi, Papi, Re e Dittatori.

Il Futurismo l’ha addirittura invocata e acclamata, ma so che dopo gli 80 milioni di morti causati tra il 1915 e il 1945 l’Arte saprà avversarla per tutti i secoli a venire.

La Biennale Light Art 2022 coi suoi esperimenti, con le sue nuove opere di luce, è un evento straordinario e un’opportunità culturale per Mantova, così come la nostra comunione con le donne ucraine, con le loro candele e le loro preghiere per la Pace, rappresenta un monito per quanti vorrebbero ricacciare l’umanità nel buio e nel terrore.

La luce è stata, è, e sarà sempre, il vero motore della Storia.
Un veicolo di speranza e di scienza capace di servire i bisogni dell’uomo.
Senza luce il nostro Pianeta non esisterebbe, ed oggi, senza di essa saremmo più arretrati di un migliaio d’anni o forse più.

Il curatore
Vittorio Erlindo

EDIZIONE 2022
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EVENTI COLLATERALI

BIENNALE LIGHT ART
CASA DEL MANTEGNA
27.05 – 28.08.2022

CURATORE GENERALE
Vittorio Erlindo

ORGANIZZAZIONE MOSTRA
Bassi Beatrice
Angelo Panerari

UFFICIO COMUNICAZIONE
Beatrice Bassi

CREDITI FOTOGRAFICI
Paolo Bernini Studio Nife
Elisabetta Pirozzi
Claudio Compagni
Barbara Silvestri

RINGRAZIAMENTI
Franco Amadei
Romano Frignani
Antonella Mantovani
Maurizio Lionetti