Vorrei partire dalle opere di Davide Dall’Osso nel fossato del Castello. Stavo andando in treno a Milano per la Biennale, quando mi raggiunge al telefono Davide per parlarmi delle sue intenzioni rispetto ai lavori da presentare. L’invito l’avevo fatto a dicembre 2017. Mi dice che aveva pronte una serie di figure, diverse dalla Folla presentata nella mostra del 2106. Gli rispondo che il Prato della Cavallerizza e il Loggiato li avevo già destinati a Massimo Uberti con una grande installazione che li occupava quasi per intero. Mi risponde che allora non era pensabile nessun’altra collocazione delle opere. A quel punto gli chiedo se era disponibile a fare un triplice salto mortale carpiato all’indietro, come sanno fare solo i grandi ginnasti. Mi dice: sentiamo! Ed io: “Vorrei fare una cosa mai realizzata finora a Palazzo Ducale e che però farebbe risaltare come non mai il tuo lavoro”. Glielo dicevo lentamente, preoccupato che mi mettesse giù il telefono. Ma poi bisognava arrivare al punto. E fui costretto a dirgli che volevo le sue sculture in acqua, nel fossato del Castello. Volevo realizzare del fossato una diversa sala dei Cavalli di Palazzo Tè e al contempo rendere omaggio a Degas e alle sue ballerine. Rimase qualche secondo in silenzio e poi mi disse: “fra due giorni sono a Mantova per vedere il fossato coi miei occhi”.
DAVIDE DALL’OSSO
Diplomato come attore di prosa alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, successivamente viene selezionato con una Borsa di Studio per il “Corso di perfezionamento per attori professionisti” tenuto da Luca Ronconi al Teatro Argentina di Roma. Qui come attore di prosa lavora con diversi registi: Piero Maccarinelli, Carlos Martin, Thierry Salmon, Alfredo Arias, Mauro Avogadro e Luca Ronconi. Dopo la carriera come attore decide di seguire il suo sogno di diventare scultore. Mostre personali e collettive di rilievo: 2020 installazione all’Accademia Carrara di Bergamo, 2019 installazione a Bagno Vignoni; personale a Castelfiorentino; installazione al Salone Nautico di Genova; installazione a Fieracavalli; collettiva a Weingarten; 2018 personale a Siena; Biennale Art Light a Mantova; 2017 installazione nella Chiesa di S.Agostino a Cortona; due mostre personali a Pietrasanta; 2016 “Sanremo”, collaborazione alla scenografia e mostra al Teatro Ariston; mostra collettiva a Palazzo Ducale a Mantova; 2014 Paralimpiadi di Sochi, Expo Milano; 2011 “54a Biennale Venezia” nelle città di Milano, Viterbo e Torino; Rotonda della Besana; 2009 Leoncavallo di Milano; nel 2010 personale Equestria, Haras National, Tarbes, Francia.


BIENNALE LIGHT ART
COMPLESSO MUSEALE PALAZZO DUCALE
21.07 – 07.10.2018
MOSTRA A CURA DI
Vittorio Erlindo
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Verena Frignani, Ylenia Apollonio
UFFICIO COMUNICAZIONE
Renata Casarin con Ylenia Apollonio e Alessandro Colombo
CREDITI FOTOGRAFICI
Paolo Bernini Studio Nife,
Roberto Merlo Archivio Comune di Mantova,
Elisabetta Pirozzi ComunicazioneWebTv























