BIOGRAFIE

LIGHT ART 2020

PETER ASSMANN
Si è laureato in storia dell’arte all’Università di Innsbruck nel 1987, dove ha anche studiato storia e letteratura tedesca.
Storico dell’arte, professore universitario, artista visivo, curatore, è stato direttore dei musei regionali (Landesmuseen) dell’Alta Austria (dal 2000 al 2013), presidente dell’associazione dei musei d’Austria (dal 2002 al 2012) e vicepresidente della Società austriaca del folclore (2010-2013). È stato anche membro di NEMO (Network of European Museum Organizations) dal 2009 al 2014. In Italia, dove ha studiato e lavorato (nel 1989, a Firenze, al Deutsches Kunsthistorisches Institut), dal 2011 è membro del comitato scientifico del Museo del Castello del Buonconsiglio di Trento. È stato nominato direttore del complesso museale del Palazzo Ducale di Mantova nel dicembre 2015. Attualmente dirigie i musei di Innsbruck.

CARLO BERNARDINI
Carlo Bernardini (Viterbo, 1966) vive e lavora a Milano; utilizza la fibra ottica dal 1996. Tra le mostre si segnalano: XII Quadriennale di Roma del 1996, 2002 l’installazione per “Le città invisibili” Triennale di Milano, Sculpture Space Utica (NY); XIV Quadriennale al Palazzo Reale Napoli 2003, le installazioni al Museo Paço Imperial Rio De Janeiro 2004; alla Ciudad De Las Artes Y Las Ciencias Valencia 2008; al DUMBO di New York 2009. Nel 2010 Luci d’Artista Torino; La Scultura Italiana del XXI sec. Fondazione Arnaldo Pomodoro Milano; Sonic Acts al NIMK Amsterdam; Todays Art alla Spuiplein dell’Aja e l’Art Light Domaquarée Berlino. Nel 2011 MACRO, Museo d’Arte Contemporanea Roma; The Arc Show e la Kinetica Art Fair, University of Westminster Londra. Nel 2012 FAD Funarte di Belo Horizonte; nel 2013 House Peroni Londra; Digital Life Macro Testaccio Roma; Submerged Breath nella Moselle Canalisée, Metz. Nel 2014 4th Bienal del Fin del Mundo Mar del Plata; 17th Islamic art festival di Sharjah, Sharjah Art Museum Emirati Arabi. Nel 2015 Bienal de Curitiba al Museu Oscar Niemeyer; Pop Austin 2015 Austin, Milan Dobeš Museum Bratislava. Nel 2016 espone presso “La Porta di Milano” Terminal 1 dell’Aeroporto di Malpensa e all’898 Innospace di Pechino. Il 2017 vede invece la partecipazione dell’artista alla seconda Bienal Internacional de Asuncion, Significar lo Imposible, presso la UPAP, Asuncion, l’intervento Oltrelimite, per Effimera al MATA di Modena, l’opera Suspended Space al Politecnico di Milano e l’installazione per la mostra Incorporeal Flicker, allo Wanlin Art Museum della Wuhan University di Wuhan. Nel 2018 realizza invece grandi installazioni come Impalpable Suspension, presso il Green Man Festival Visual Arts a Breacon Beacons Park, Crikhowell in Galles, alla Contemporary Cluster di Roma, a Berlino per Extended Mind, ad Alte Münze, e alla Reggia di Caserta. Nel 2019 presenta le grandi installazioni pubbliche Il punto dell’infinito nel Museo di Palazzo Doria Pamphilj a Valmontone e Multiverso per la XXII edizione di Luci d’Artista e Paratissima 2019 nella Piazzetta dell’Accademia Militare a Torino.

NICOLA BOCCINI
Nicola Boccini è un artista sperimentale internazionale, dopo gli studi artistici presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia e la Koninklijke Academie voor Beeldende Kunst a L’Aja, si mette allo studio più approfondito della tecnologia della Ceramica divenendo oggi uno degli artisti e tecnologi più sperimentali. La sua arte si divide tra ceramica, video, performance e installazioni multimediali ed interattive. 
Nel 2007 crea la sua prima tecnica “Porcelain Veins” metalli in armonia con la ceramica, nel 2010 crea la Ceramica 2.0, multimediale e interattiva, nel 2012 crea la “Tecnica Boccini”, nel 2016 crea la Ceramica 3.0, un nuovo concetto e filosofia nella ceramica organica, nel 2019 crea la tecnica C.C.C. (Climate Change Ceramic).
Molte sono le sue collaborazioni con centri di ricerca e sperimentazione, scuole d’arte estere, designer e architetti di fama internazionale di tutto il mondo. Per lui la ceramica è vista come materiale ultra contemporaneo e con essa crea performance, happening, meeting e docenze in giro per il mondo.

DAVIDE COLTRO
Davide Coltro, Verona 1967, vive e lavora a Milano. La sua ricerca utilizza le tecnologie di massa con inedite architetture che modificano i criteri di creazione, diffusione e fruizione dell’arte. Il suo Quadro Elettronico, risponde ad una visione storica e culturale attuale, sprigionando il potere evocativo del quadro tradizionale ma elevandolo ad autentico nuovo media. Negli ultimi anni ha iniziato un percorso di studi teologici, affrontando da questa prospettiva i temi fondamentali della storia dell’arte. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private: GAM – Verona, VAF Stiftung – Francoforte, Villa Panza – Varese, GAM – Seregno, Collezione Unicredit, Milano – GASC – Milano e sono esposte in molti musei tra i quali: Museum of Modern Art, Mosca – ZKM, Karlsruhe – Urban Center, Shangai – Etagi Project, San Pietroburgo – Centro Pecci, Prato – Farnesina, Roma – MART, Rovereto – MARCA, Catanzaro – Galleria Civica, Trento. Ha partecipato alla 54^ Biennale di Venezia nel Padiglione dell’Arsenale. Attualmente sta lavorando a un saggio sulla “Sintonia modale”.

PAOLO CONTI
Paolo Guglielmo Conti è nato a Budrio di Bologna il 9 febbraio 1952. Diplomato al Liceo Artistico e Accademia di Belle Arti di Bologna, per anni ha insegnato Discipline Plastiche ed Educazione Visiva nei licei artistici di Lovere, Verona e Parma.
Scultore, Disegnatore, Mail-artista, Performer, Curatore di eventi artistici e culturali; Dottore in Patafisica e scienze affini. Hanno scritto di Lui tra i tanti: Renato Barilli, Giorgio Celli, Luciana Gandini, Renzo Margonari, Alessandro Mozzambani, Antonio Musiari, Loredana Parmesani, Claudio Parmigiani, Gilberto Pelizzola, Arturo Carlo Quintavalle, Walter Rosa, Miklos Varga.
Sue opere si trovano in molte collezioni private e in musei pubblici: Museo: “Atelier sul mare” Stanza 309 Azzurra, de Arte Moderna Buenos Aires, Civico d’Arte Moderna Gibellina Trapani, d’Arte Contemporanea “Paksi Ké” Paks Ungheria, Centro Arte Cavalese, Arte Moderna Gallarate, Art Modern New , Museum (MONA) Detroit USA, Fondazione Cà la Gironda Zola Predosa, Parco della Scultura Viadana, Collezione D’ARS Milano, Collezione Galleria del Premio Suzzara, Collezione della Provincia di Mantova. Nel 2003 ha partecipato come performer Body-Artista alla 50° Biennale di Venezia.

GIULIANA CUNÉAZ
Giuliana Cunéaz (Aosta 1959), vive e lavora a Milano. Diplomata all’Accademia Belle Arti di Torino, utilizza tutti i media artistici, dalla videoinstallazione alla scultura, dalla fotografia alla pittura sino agli screen painting (schermi dipinti). Dai primi anni Novanta inizia un’indagine dove la ricerca plastica si coniuga con le sperimentazioni video. Nel 2004 il 3D entra a far parte della sua indagine e l’artista acquisisce gli elementi tratti dal mondo della scienza e della nanoscienza per creare paesaggi virtuali che interagiscono con i dati naturali. Nel 2019 ha realizzato il film in 3D I Cercatori di Luce. Tra le manifestazioni a cui ha partecipato vanno segnalate: Biennale di San Paolo, Tina B. di Praga, Biennale di Siviglia Youniverse, Anteprima Torino nell’ambito della Quadriennale di Roma e Project Daejeon. Molti i luoghi che hanno ospitato le sue opere come: Museo Revoltella,Trieste; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Museo Pecci, Prato; Castello Ursino, Catania; Museo Riso, Palermo; Università La Sapienza e Macro Testaccio, Roma; Castello Gamba, Châtillon; Gallerie d’Italia e La Triennale, Milano; Museo d’Arte, Lugano, Museo di Storia Naturale, Verona, Fondazione Palazzo Albizzini, Collezione Burri, Città di Castello.

DAVIDE DALL’OSSO
Diplomato come attore di prosa alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, successivamente viene selezionato con una Borsa di Studio per il “Corso di perfezionamento per attori professionisti” tenuto da Luca Ronconi al Teatro Argentina di Roma. Qui come attore di prosa lavora con diversi registi: Piero Maccarinelli, Carlos Martin, Thierry Salmon, Alfredo Arias, Mauro Avogadro e Luca Ronconi. Dopo la carriera come attore decide di seguire il suo sogno di diventare scultore. Mostre personali e collettive di rilievo: 2020 installazione all’Accademia Carrara di Bergamo, 2019 installazione a Bagno Vignoni; personale a Castelfiorentino; installazione al Salone Nautico di Genova; installazione a Fieracavalli; collettiva a Weingarten; 2018 personale a Siena; Biennale Art Light a Mantova; 2017 installazione nella Chiesa di S.Agostino a Cortona; due mostre personali a Pietrasanta; 2016 “Sanremo”, collaborazione alla scenografia e mostra al Teatro Ariston; mostra collettiva a Palazzo Ducale a Mantova; 2014 Paralimpiadi di Sochi, Expo Milano; 2011 “54a Biennale Venezia” nelle città di Milano, Viterbo e Torino; Rotonda della Besana; 2009 Leoncavallo di Milano; nel 2010 personale Equestria, Haras National, Tarbes, Francia.

GIULIO DE MITRI
Oltre quarantanni di presenza nelle arti visive. Impegnato sulla storia e sull’immaginario della cultura mediterranea. È presente in prestigiose esposizioni nazionali ed internazionali (Budapest, Stoccolma, Osaka, Isola di Samothrace, Ajdovscina, Porto Alegre, Philadelfia, Sarajevo, Berlino) tra le quali: XV Quadriennale di Roma; LII e LIV Biennali di Venezia (J. Beuys. Difesa della natura; Sguardo contemporaneo; Padiglione Italia); Biennale del Fin del Mundo 2014/2015, Mar del Plata, Argentina; I Biennale Arte & Industria. Utopia e Realtà, Labin, Croazia; Enviromental Art Festival Lakonia: arthumanature topos 2007, Sparta e Geraki (Grecia). Nel 2016 gli è stato assegnato il 57 Premio Campigna. Ha esposto in numerose mostre personali, collettive e di gruppo, tra le più recenti: Giulio De Mitri/Theorema, Bastione aragonese del Museo Archeologico di Santa Scolastica, Bari, 2018; The last last supper. Leonardo e l’ultima cena, Expo Milano, Villa Burba, Rho, Milano, 2016.
Ricca la sua bibliografia sia di carattere monografico che generale. Sue opere sono presenti in musei, collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.

MARIO DE LEO
Mario De Leo, pittore, musicista e poeta, nasce a Ruvo di Puglia (BA) nel 1944.
Si trasferisce a Milano negli anni ‘60. Durante gli anni ‘70 alterna l’attività di pittore a quella di musicista, pubblicando due LP, “Suonata situazione” e “Zinnanà”. Alcuni testi poetici dell’artista sono inseriti nel volume “Canti dell’immigrazione”, a cura di Michele Straniero e Virgilio Savona, edito da Garzanti (MI), “Antologia interdisciplinare per la scuola media”, edito da Mursia, e “Canti sociali e politici”, edito da Gamma Libri.
Negli anni ‘70, con Moni Ovadia e Riccardo Sinigaglia, fonda la cooperativa “L’Orchestra”.
Negli anni 80, insieme a Luigi Bianco, Max Marra e altri artisti fonda la rivista culturale “Osaon”, e, in seguito, il bimestrale di interscambio culturale “Harta”. Esordisce inoltre nel mondo della pittura con una mostra antologica dal titolo “Le radici italiane dell’arte internazionale”, Spazio Osaon (MI), a cura di Luigi Bianco.
Nel 2011 partecipa con quattro opere alla 54° Biennale di Venezia – Padiglione Italia, a cura di Vittorio Sgarbi.
Nel 2019, Rich Ferrante, direttore del Red Dot Miami Fair, lo sceglie tra i 10 artisti preferiti dell’edizione.

NICOLA EVANGELISTI
Nasce a Bologna nel 1972. Nel 2000 si diplomai scultura presso l’Accademia di Belle Arti. A partire dal 1995 sviluppa un percorso artistico in cui la luce artificiale si fa protagonista. La riflessione su temi scientifici e filosofici lo porta a elaborare Strutture Spaziali e Ipotesi Cosmiche, che costituiscono visualizzazioni ed estrinsecazioni di principi formalizzabili in termini matematici. Uno dei suoi principali e recenti cicli di lavoro riguarda il rapporto della luce con i simboli e le conseguenti significazioni, legate specialmente all’immaginario visivo geometrico e ai suoi rimandi all’antica storiografia del sacro. Le sue opere entrano a far parte di importanti collezioni private.

 

ELIA FESTA
Nel 1969 conosce Ibrahim Kodra. A 14 anni lavora presso l’agenzia pubblicitaria Young & Rubicam. Con Pierre Restany le prime mostre “L’Età del pensiero” (1989) e “Riflessioni” (1993).
Collabora con Photology  a  Milano e Londra a partire dal 1993 e nel 1995 “La Habana”.
Nel 1996 ARTBASEL e nel 1996 ’97 ’98 ’99 AIPAD New York.
Nel 2000 a Bologna in ”100 al 2000” e “Ho vissuto qui” per Photology.
Con Salvino Raco nel 2006 Performance “La corsa di Sizwe Kondhile” alla Triennale di Milano, il progetto “It’s about blood”, dedicato a Nelson Mandela. Nel 2010 “Microbi” allo “Studio Visconti” di Milano. Industrial Art “Photosophy” con EGE, del 2011alla Torre Cesar Pelli di Milano.
“Black Lights” ha per tema la violenza, su testo di Lars Noren, con il regista Salvino Raco, l’Università Bicocca di Milano e l’Ambasciata di Svezia, nel 2013 alle Officine Creative Ansaldo di Milano.
Nel 2015 “SI.C.( )L.A.” Photology Noto con E. Sottsass, M. Cresci, A. Jemolo, A. Leppala.
“Nato soprattutto a Milano” è la mostra antologica, nel 2017 al Palazzo delle Stelline di Milano, curata da Fortunato D’Amico, che dice di lui: “La Luce è per Elia Festa il materiale protagonista assoluto dell’arte”.
BLAU è il Progetto che nel 2019 presenta all’Acquario di Milano, prodotto dal Comune di Milano, curato da Giancarlo Lacchin, Fortunato D’Amico e Vittorio Erlindo, BLAU segue l’Agenda 2030 dell’ONU.

GIOVANNA FRA
Giovanna Fra è nata a Pavia. Si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, preparando una tesi su John Cage ed il rapporto tra arte e musica nel ‘900. Con “Texture”(2014) ha origine una nuova sperimentazione tecnica, fotografia digitale e pittura si evolvono in un nuovo percorso. Tra le principali esposizioni: “Fil Rouge” presso la V.I.U. Isola di San Servolo nell’ambito della Biennale di Architettura a Venezia. “Nothing is real” M.A.O (Museo d’Arte Orientale) Torino. “Paesaggi sonori” alla Galleria Rotta Farinelli di Genova presenta il Catalogo (Skira ed.) a cura di Luca Beatrice e Vittorio Sgarbi, nello stesso ambito viene collocata una sua scultura “Colonna picta” nel Museo del Parco di Portofino. “Tempus-Time” è il titolo della mostra all’interno della Reggia di Caserta. Aula Picta a Barolo “Joan Mirò e Giovanna Fra, dialogo tra segno e colore” Nel 2019 è invitata alla 58’ Biennale di Venezia Palazzo Bollani dove presenta Timelaps presso Padiglione della Repubblica di San Marino)

SILVIA GUBERTI
Silvia Guberti nasce a Modena, dove vive e lavora. Si potrebbe iniziare dalle vicende biografiche di Silvia Guberti, dai sedici anni di pratica Shodo (do: ricerca e comprensione della vita; tramite sho, la scrittura, la pratica della calligrafia). Quanto più l’arte si concentra su di sé, tanto più il suo sguardo si distende fino ad abbracciare l’universo intero. In questo senso, forse, il lavoro di Silvia si ritrova ad intrecciare le esperienze di due culture agli antipodi (la ultra millenaria orientale, di matrice zen e la europea del secolo scorso, ricca del pensiero delle avanguardie e della sperimentazione). Dall’inizio degli anni ’70 Silvia Guberti è presente in numerose mostre personali e collettive tra le più recenti ricordiamo: 2020, Palazzo dei Principi – Correggio; 2019, “Io sono una poesia “, le arti negli anni ’60 tra Modena e Reggio Emilia, Museo Civico di Modena; 2017, “…e fu terremoto. La nascita e la morte del figlio di Dio, tra sacro e profano, Abbazia di San Benedetto Po Mantova; e “ A proposito di tutto e di qualcosa d’altro “, Galleria Arte su carte , Modena: in occasione della mostra l’editore ha realizzato il libro d’artista “ AB OVO ”;2014 “Shodo Italiano” Istituto Italiano di Cultura, Tokio; 2011, Giardino per aver piacere più tardi, Serre Ducali in occasione del Festival della Filosofia. Nel 2000 partecipa con una sua opera all’Evangeliario dell’Arcidiocesi di Modena e Nonantola; 1994, “Cena in bianco e nero – The taste of color”, Kurhaus e Art Gallery, Merano; 1993, “ Silvia Guberti. Il fattore Arcobaleno”, casa del Giorgione, Catelfranco Veneto; 1992, Arte e performances a casa Malapatrte “, casa Malaparte, Capri ;1991, “Artae”, a Ferrara,Roma.e Milano a cura di Achille Benito Oliva 1990, “Per la perla”, Avida Dollars Galleria d’Arte, Milano; 1988, “ Villa Domenica con undici artisti “, Villa Domenica, Lancenigo; 1985, “Kunst mit Eigen-Sinn, Aktuelle Kunst von Frauen”, Schweizergarten, Museum moderner Kunst, Wien.Della sua opera hanno scritto; Achille Bonito Oliva, Filiberto Menna, Marcello Venturoli, Enzo Bargiacchi, Carlo Federico Teodoro,Emilio Mattioli, Carlo Zauli, Renato Barilli,Alberto Bertoni, Rosanna Chiessi, Nadi Raimondi. Adriano Spatola, Nicola Micieli, Flaminio Gualdoni,Graziella Graziani, Corrado Costa,Virginia Baradel, Mario Bertoni, Aldo Tagliaferri, Michele Fuoco, Vittorio Erlindo Marilena Pasquali.

MARGARETA HESSE
Nasce nel 1956. Vive e lavora a Berlino e Dortmund in Germania. Ha ricevuto il premio della Darmstadt Sezession (1995), il Premio d’arte della città di Hamm (2004) e Premio d’arte per la pittura Berlin-Charlottenburg (2015).
Dal 1995, Margareta Hesse insegna all’Università di Scienze Applicate di Dortmund nel settore dei fondamenti e progetti con luce. Affascinata dalla luce e dalle opportunità che questa riesce a fornire all’arte da tempo, dal 2008, si dedica specificamente all’utilizzo del laser con luce rossa con indubbi risultati sul piano formale e spaziale.
2014 “Irrlichter”, azione con i laser mobili nel Museo d’Arte Celle.
2016 “Bodering Light”, installazione laser, Madrasa Bir Lahjar, Tunis, Biennale Internazionale Light Art.
2017 “Ligh – space – explorations”, installazione laser, Galleria Comunale, Berlino.
2018 “Trappola di Luce”, installazione laser, Biennale Internazionale Light Art “LICHTUNGEN”, Hildesheim.
2018 “ILHAS LUZ”, installazione laser nel riserva d’acqua Reservatório da Patriarcal, Lisbona.
2020 “SCULPTURED LIGHT”, installazione laser nella Galleria Floss & Schultz, Colonia.

OKI IZUMI
Nata a Tokyo, Ōki Izumi si è laureata in letteratura giapponese antica all’Università Waseda di Tokyo. Ha studiato pittura e scultura con Aiko Miyawaki, Taku Iwasaki e Yoshishige Saito. Ottenuta nel 1977 una borsa di studio per la scultura dal Governo Italiano si diploma nel 1981 all’Accademia di Belle Arti di Brera, nel corso di scultura.
Ha partecipato con sue opere e installazioni a numerose mostre personali e collettive in Italia, in Giappone e in altri paesi; Biennale di Venezia (1985, Progetto Venezia, III mostra internazionale di Architettura e 1986, Arte e Biologia, XLII Biennale internazionale di Arti Visive). 1983, Triennale di Milano (Alle radici del sole). 1992, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (Giappone-Italia, giovani generazioni). 1997, 1998 e 2010, Istituto Giapponese di Cultura a Roma. 2007, Museo civico di Lubiana in Slovenia (Rhythmic refractions–antologica). 2014, Museo di Santa Giulia a Brescia (Stratificazioni–personale) e Villa Necchi Campiglio a Milano (Arte del vetro oggi in Italia). 2017, Museo d’arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova (Ponte di luce–personale).Vive e lavora a Milano. www.okiizumi.com

MARCO LODOLA
Nasce a Dorno (Pv). Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze e di Milano. Fonda il movimento del Nuovo Futurismo.
A partire dagli anni 80’ espone nelle più grandi città italiane ed europee. Partecipa a progetti per importanti aziende: Coca Cola, Harley Davidson, Ducati, Riva, Illy… E’ invitato dalla Repubblica Popolare Cinese ad esporre nella città imperiale di Pechino.
Verso la metà degli anni 90’ inizia a lavorare negli USA .
Partecipa alla XII Quadriennale di Roma e alla VI Biennale della Scultura di Montecarlo e a diverse Biennali di Venezia.
Diverse le sue collaborazioni con scrittori contemporanei, cantanti, registi teatrali e cinematografici. Sue sculture sono nelle maggiori piazze di importanti: Montecarlo, Bologna, Paestum, San Paolo.
Cura l’immagine del Carnevale di Venezia che gli dedica la mostra ”Futurismi a Venezia” insieme a Fortunato Depero.
Realizza la luminosa Venerea nell’ambito della mostra Venere svelata curata da Umberto Eco. E’ sempre più presente con sue opere a trasmissioni televisive. Realizza una scultura luminosa per l’aeroporto internazionale di Città del Messico. Personale nel Museo di Evita Peròn a Buenos Aires. Realizza l’illuminazione ‘Ponticino’ sul Ponte dell’Impero di Pavia, il borgo di Castelnuovo Val di Cecina e la scenografia per il Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli.
Espone presso la Reggia di Caserta una serie di sculture luminose.
Espone presso il Palazzo Magnani a Reggio Emilia.
Quest’anno ha rinnovato la facciata del teatro Ariston di Sanremo.

FARDY MAES
Nasce in California nel 1943. Segue la vita nomade dei genitori ricchi e colti, che la portano fin da bambina a vedere mostre d’arte, rappresentazioni teatrali e balletti in diverse città americane. La scuola è quella dei genitori che la istruiscono e la formano al fare pratico e alla filosofia. Giovane hippie partecipa alle più importanti manifestazioni di contestazione degli anni Sessanta. Le sue opere sono presso numerosi collezionisti americani. Intorno al 1980 comincia a occuparsi di light art. Amante dell’Italia, ogni tanto fa visita in Toscana ad una sua amica inglese. Spiccatamente minimalista, ha guardato molto al lavoro di Dan Flavin e ne porta avanti la sua lezione, quasi sempre utilizzando i neon. Predilige gli interventi in site specific come quello realizzato per Mantova.

 

FEDERICA MARANGONI
Artista multimediale già dal 1970 opera a livello internazionale usando vetro-luce-video per le opere ed installazioni. Viene invitata al MOMA New York con la performance Interrogation e il film The box of Life. Fonda la sua ricerca su luce e artificio, realtà e finzione, gioco dell’effimero, della trasparenza e della mobilità virtuale dell’immagine. Pioniera negli anni Sessanta e Settanta nella ricerca di nuovi materiali, plastiche, neon e video, questi ne segnano, come per le generazioni dopo Duchamp, la sua espressione artistica. Vuole essere libera nell’impegno di ogni messo per fare Arte. Invitata dai Musei Civici Veneziani a rappresentare la città per la Biennale del 2015, realizza un’opera site specific per la facciata barocca di Ca’ Pesaro sul Canal Grande.

 

 

MAX MARRA
Max Marra è nato a Paola (Cs). Nel 1950 negli anni ’70 si trasferisce a Milano e opera a Lissone. Artista multidisciplinare dagli anni’ 80 indirizza la propria ricerca verso l’interazione e la contaminazione linguistica di disegno, pittura e scultura, utilizzando una comunicazione poetica che si coniuga al linguaggio delle avanguardie storiche e trova riscontro nelle radici espressive dell’arte europea. Nella sua ricerca l’idea di manufatto artistico, sia esso multiforme o polimaterico, talvolta è inteso come infinito etereo di leggerezza luce purificatrice. È tra gli artisti contemporanei che offre all’analisi una corposa attività di sperimentazione. La sua ricerca indaga l’organicità, il ritmo strutturale e profondo della materia, ma anche le possibilità comunicative offerte dal segno grafico e dal disegno. Realizza oltre quaranta personali partecipa a rassegne nazionali ed internazionali, esposto in gallerie private e istituzioni pubbliche e importanti fiere. È presente con opere polimateriche e disegni in collezioni internazionali e musei.

MARY MUTT
Mary Mutt nasce nel 1983 a Detroit nello Stato del Michigan (Stati Uniti)
Dove aver seguito gli studi tradizionali in quella città si avvia precocemente al lavoro come impiegata di una Compagnia telefonica. Dopo alcuni anni si sposta verso le Cascate del Niagara dove fa da guida a gruppi di turisti. La sua passione per il mondo dell’arte, la induce a spostarsi a Grand Rapids dove può lavorare e seguire i corsi universitari aperti all’Aquinas College, dipartimento di storia dell’arte. Dopo aver visto la grande opera Roden Crater di James Turrel, comincia ad interessarsi alla light art. Quella visita, e la straordinaria bellezza di quella installazione posta al centro di una natura incontaminata e antica come la terra, la inibirà per alcuni anni nella produzione di opere d’arte, ma la indirizzerà a scegliere definitivamente l’arte luminosa legata alla scienza e alla matematica. Questa di Mantova è la sua prima partecipazione ad una mostra internazionale di Light Art.

PIETRO PIRELLI
Musicista e artista visivo, liutaio del suono e della luce. Socio fondatore di AGON, è compositore e percussionista. Sempre partendo dall’approccio musicale, Pirelli ha incluso la luce nella sua ricerca artistica, creando opere visive e performance multisensoriali.
Pirelli trasforma poeticamente la percezione dello spazio, mettendosi ogni volta in relazione con i contesti che ospitano le sue opere, suonando luce e suono oppure offrendo un’esperienza immersiva al pubblico, ospite delle sue installazioni multisensoriali.
Ha operato in teatri e sale da concerto, ma anche in musei, antichi palazzi, chiese, luoghi spirituali, strade, ponti e ambienti naturali. Presente in gallerie d’arte con mostre personali e collettive.
Pirelli si è inventato e costruito i propri strumenti con materie come la pietra, la luce laser, l’acqua, il ghiaccio.
Tra le creazioni: Vertical Circular, Musica in Voga, Arpa di Luce (con Gianpietro Grossi), Idrofoni, Suono Liberato, Artificiale-Naturale e Idrofanie.
Tra i Paesi: Italia, Germania, Regno Unito, Spagna, Svizzera, Stati Uniti, Brasile, Corea del Sud, Giappone, India, Israele.
Tra le Istituzioni: Milano Musica, Piccolo Teatro, Chiesa di San Celso, Castello Sforzesco, Teatro Franco Parenti a Milano. Ravenna Festival, Macro e Palazzo Venezia a Roma, Biennale Musica Venezia, Pio Monte della Misericordia Napoli….
Luminale Frankfurt, chiesa Sankt Peter Colonia, Tempio di Kamakura e Teatro Metropolitan a Tokyo.

FRANCESCA ROMANO
Francesca è nata a Mileto nel 1960. Nel 1983 si laurea in Production Design all’Accademia di Belle Arti di Brera. Presto manifesta un particolare gusto artistico, viene coinvolta nelle  più prestigiose produzioni della RAI, tra le quali “I Promessi Sposi” regia di Salvatore Nocita, “ L’uomo dal fiore in bocca ”regia di Marco Bellocchio. Nel 1993 firma la scenografia del suo primo film tv : “Servo d’amore” di Sandro Bolchi. Inizia così  un’intensa collaborazione con il mondo della fiction e del cinema. Fanno parte delle sue produzioni: “Il conto Montecristo”, regia di Ugo Gregoretti, “Rocco”,  regia di Nicolò Bongiorno, “Magdalene’s Song”, regia di Mauro Campiotti. Nel 2010 – a Milano – la prima mostra personale, evento all’interno della manifestazione “Sguardi Altrove” presso Palazzo delle Stelline. Inizia  ad esporre con successo in Italia a Venezia, Milano, Torino, Mantova e Treviso, in Germania – in occasione di Berliner Liste e in  Francia – presso Espaceculture di Marseille. L’ultima esposizione personale  (20 novembre/8 dicembre 2019) è “Gli Invisibili”, nella prestigiosa cornice dello Studio Museo Francesco Messina, Milano. Vive tra Milano e  Hannover.

GIUSEPPE ROSINI
Fiorentino, nato nel 1975, dopo aver frequentato il liceo classico Galileo, si trasferisce a Siena dove consegue la laurea in giurisprudenza e diviene avvocato. Proprio negli anni degli studi universitari, affascinato dall’interazione tra luce e materiali traslucidi, inizia a realizzare sculture luminose in cera. Ristabilitosi a Firenze, con le sue lampadesculture realizza allestimenti luminosi all’interno di ambienti unici per storia e fascino come il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Grazie a tali esperienze nascono alcune importanti collaborazioni: per l’Opera di Santa Maria del Fiore ed il Capitolo Metropolitano Fiorentino, a partire dal 2011 intaglia oltre sessanta ceriscultura monumentali alimentati ad olio, oggi permanentemente installati nella cattedrale e nel battistero fiorentini; per Brunello Cucinelli crea la scultura modulare luminosa Solomei, che viene esposta presso la boutique di Milano in via della Spiga in occasione del Salone del Mobile 2014 e poi replicata in multipli per l’arredo dei flagship store europei dell’azienda.
Nel 2017 espone una raccolta di sue opere in cera ed in resina presso Illum Firenze.

DONATELLA SCHILIRÒ
Nasce a Bologna. Vive e lavora a Pianoro (BO).
Diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Bologna, dopo aver appreso le tecniche e i segreti di lavorazione del neon e dall’argon, studia i procedimenti chimici per imprimere su lastre metalliche immagini della natura. Tra le collettive: Chi è la più bella del reame?, Palazzo Vasquez, Siracusa, 2013. Deterritorilizzazione, Rocca Paolina-Sala Cannoniera, Perugia, 2005. Love- Frammenti Visivi di un Discorso Amoroso, Palazzo Ducale, Pavullo nel Frignano, 2008. Clicking the Territory Window of lights and darkness, Castello Sforzesco di Vigevano, 2008. Poesia degli occhi. Omaggio degli artisti italiani a Federico Garcìa Lorca, Real Academia de España en Roma, 2009. Luces, Light art from Italy, Luminale Francoforte. Archaelogishes-Museum, 2010. Archi off light: visioni illusorie ad Art First, 2011. Into the Darknes, Cell 63 Art Gallery, Berlino 2013. I giorni dell’Arte, Liceo C. Roccati, Rovigo, 2014. Mostra Triennale, Palazzo Re Enzo Bologna, 2014. Forms of Art. Cinque Light Art per CE Ferulic by Skinceuticals, Milano, 2015. Luce4Good Light Art Ensamble. Progetto Pink is Good – Fondazione Umberto Veronesi, Brera, Chiesa di San Carpoforo, Milano,2018. Biennale Light Art Palazzo Ducale, Mantova, 2018. Gli scultori della Francesco Francia, Galleria ‘il Caminetto’ Bologna, 2018. Arte Fiera OFF – Cotabo Eco-Echoes, Arti per capire!, 2019. Tra le personali: Linea, Galleria L’Ariete di Bologna, 2007. Correnti di luce, Casa Frabboni di San Pietro in Casale, 2011. Contatti di luce, Arte Fiera Bologna 2017. Percorsi di Luce, Rassegna ASCOM Lugo Arte, 2017.

PAOLO SCIRPA
Paolo Scirpa (Siracusa, 1934) vive a Milano. Dagli anni Settanta realizza i Ludoscopi, opere che propongono la percezione di profondità fittizie. Negli anni ‘80 sviluppa i primi progetti d’intervento, inserendo le sue voragini luminose in architetture varie. Per anni è presente al Salon Grands et Jeunes d’aujourd’hui di Parigi; partecipa alla IX e alla XIII Quadriennale di Roma e a varie rassegne collettive: allo ZKM (Karlsruhe), alla Neue Galerie (Graz), al MART di Rovereto, alla GAM e al MACRO (Roma), al Museum Ritter (Waldenbuch), al MACBA (Buenos Aires), al MUO (Zagabria), al Museo Ettore Fico (Torino), alla Rocca Roveresca (Senigallia), a Palazzo Pretorio (Pontedera); tiene mostre personali: al MAGA (Gallarate), alla Galleria San Fedele e alla Biblioteca-Accademia di Brera (Milano), a Palazzo dei Diamanti (Ferrara), alle Fabbriche Chiaramontane (Agrigento). Sue opere sono al Museo del Novecento, alle Gallerie d’Italia (Milano); al MAGA (Gallarate); alla VAF-Stiftung (Frankfurt); alla GAM e alla Collezione Farnesina (Roma); al Palazzo dei Diamanti (Ferrara); al Museo MAGI (Pieve di Cento); al Museo d’Arte Contemporanea (Gibellina); al Museum Ritter (Waldenbuch) e al Musée des Beaux Arts (Caen).

BLACK LIGHT 2020

MARIO AGRIFOGLIO
Nato a S.Margherita Ligure nel 1935, Mario Agrifoglio ha cominciato a dipingere a Sanremo all’età di undici anni. Vinti i primi concorsi quando ancora era adolescente, l’artista ben presto giunse a farsi conoscere in Italia e all’estero e raggiunse prestissimo una grande notorietà. La vastità e l’arco delle sue esperienze lo portano a cimentarsi in ogni settore della ricerca pittorica e fanno di lui un personaggio di estremo interesse sia sul piano artistico sia su quello della problematica sperimentale. Oltre alle mostre personali che organizza in Italia e all’estero, si dedica al restauro, alla scultura, alla ceramica ed allo studio dei problemi fisici che si connettono con la pittura e, create nuove forme espressive quali il “Compensazionismo simbolico” e quello “analitico”, riceve importanti e significativi riconoscimenti.

NINO ALFIERI
Nella scultura combina materiali – come metalli, terrecotte, sabbie e legni combusti – ed elettronica che, compenetrandosi, evocano simultaneamente l’energia di autentiche forze primarie e il fascino della tecnologia contemporanea. Ha esposto Elettronìa Floreale da Pollice Illuminazione – 1995 Milano; Spirale al Institut du Mond Arab – Dietro le quinte di Première Vision – 2004 Parigi; Eclipse per Luminale al Archeological Museum – 2010 Francoforte; Light Sphere al Centro Congressi Milanofiori – 2012; Psiconauta per International Digital Event al Museo L. Da Vinci – 2009 Milano; Laser – Pikidi – 2015 Cremona; Serpenti di Fuoco per Luce4Good alla ex chiesa di S.Carpoforo – 2015 Milano; Cosmo Area35 Gallery – 2016 Milano; Bauversum per BAU 14 GPS al Gam – 2017 Viareggio; Forma Tao e Alambic per Black Light Art al Palazzo Lombardia – 2017 Milano; Light Seeds per LightQuake 2017 – Rocca Albornoz – Spoleto; Passaggio Dimensionale per Repeat & Shuffle alla Casa dello Zecchiere – 2018 Milano; Luz no Rumo Museu de Lisboa – 2019; La Scelta Palazzo Tagliaferro – 2019 Andora; Congiunzione per Materialità Impalpabile alla Casa dello Zecchiere – 2019 Milano; Light Festival Lago Maggiore – 2019.

CARLO BERNARDINI
Carlo Bernardini (Viterbo, 1966) vive e lavora a Milano; utilizza la fibra ottica dal 1996. Tra le mostre si segnalano: XII Quadriennale di Roma del 1996, 2002 l’installazione per “Le città invisibili” Triennale di Milano, Sculpture Space Utica (NY); XIV Quadriennale al Palazzo Reale Napoli 2003, le installazioni al Museo Paço Imperial Rio De Janeiro 2004; alla Ciudad De Las Artes Y Las Ciencias Valencia 2008; al DUMBO di New York 2009. Nel 2010 Luci d’Artista Torino; La Scultura Italiana del XXI sec. Fondazione Arnaldo Pomodoro Milano; Sonic Acts al NIMK Amsterdam; Todays Art alla Spuiplein dell’Aja e l’Art Light Domaquarée Berlino. Nel 2011 MACRO, Museo d’Arte Contemporanea Roma; The Arc Show e la Kinetica Art Fair, University of Westminster Londra. Nel 2012 FAD Funarte di Belo Horizonte; nel 2013 House Peroni Londra; Digital Life Macro Testaccio Roma; Submerged Breath nella Moselle Canalisée, Metz. Nel 2014 4th Bienal del Fin del Mundo Mar del Plata; 17th Islamic art festival di Sharjah, Sharjah Art Museum Emirati Arabi. Nel 2015 Bienal de Curitiba al Museu Oscar Niemeyer; Pop Austin 2015 Austin, Milan Dobeš Museum Bratislava. Nel 2016 espone presso “La Porta di Milano” Terminal 1 dell’Aeroporto di Malpensa e all’898 Innospace di Pechino. Il 2017 vede invece la partecipazione dell’artista alla seconda Bienal Internacional de Asuncion, Significar lo Imposible, presso la UPAP, Asuncion, l’intervento Oltrelimite, per Effimera al MATA di Modena, l’opera Suspended Space al Politecnico di Milano e l’installazione per la mostra Incorporeal Flicker, allo Wanlin Art Museum della Wuhan University di Wuhan. Nel 2018 realizza invece grandi installazioni come Impalpable Suspension, presso il Green Man Festival Visual Arts a Breacon Beacons Park, Crikhowell in Galles, alla Contemporary Cluster di Roma, a Berlino per Extended Mind, ad Alte Münze, e alla Reggia di Caserta. Nel 2019 presenta le grandi installazioni pubbliche Il punto dell’infinito nel Museo di Palazzo Doria Pamphilj a Valmontone e Multiverso per la XXII edizione di Luci d’Artista e Paratissima 2019 nella Piazzetta dell’Accademia Militare a Torino.

LEONILDE CARABBA
(Monza, 1938) Vive e lavora a Milano.
Sin dagli anni Sessanta indaga la Luce attraverso microsfere di vetro, colori fluorescenti, fosforescenti, luci di wood, laser, realizzando opere con ombre e giochi di luce e trasportando l’osservatore in un mondo immaginario al cui cospetto è istintivo abbassare il tono della voce e lasciarsi catturare dal senso del Sacro. Più di 250 mostre: 1969 “Dal Segno all’Oggetto” – Galleria Cadario, Caravate; 1987 “Mostra Personale al The Rosicrucian Egyptian Museum” – San Josè, California; 1993/96 –“Art & Tabac” a cura di Pierre Restany – Roma, Riccione, Vienna, Amsterdam ; 2008 “Maestri di Brera a Shanghai” – Liu Haisu Museum; 2010 – “La Forma e la Luce” – Bipersonale con Franz Grau – München; 2011 “Un Viaggio Alchemico 1961-2011” – Antologica a cura di Women in Art – Palazzo Cusano, Cusano Milanino. 2017 “Dialoghi con l’Assoluto” – Spazio al Bello, Milano. 2017 “BLACK LIGHT ART – La Luce che colora il buio” Milano, Como, Spoleto. 2018 “Confluentes” Koblenz; 2020 – GEO-GRAPHIES – ART WOMAN- CONTEMPORARY ART EXHIBITION, Lecce. Gallerie di riferimento in Germania GARWAIN e. K. Verlag & Kunstprojekte Kallenbach, Koblenz e da Fine Art Connection, Bonn; in Italia Primo Piano LivinGallery, Lecce. Quotata sul Catalogo d’Arte Moderna. Recentement un suo quadro è stato acquistato dal Ludwig Museum di Koblenz.

GIULIO DE MITRI
Oltre quarantanni di presenza nelle arti visive. Impegnato sulla storia e sull’immaginario della cultura mediterranea. È presente in prestigiose esposizioni nazionali ed internazionali (Budapest, Stoccolma, Osaka, Isola di Samothrace, Ajdovscina, Porto Alegre, Philadelfia, Sarajevo, Berlino) tra le quali: XV Quadriennale di Roma; LII e LIV Biennali di Venezia (J. Beuys. Difesa della natura; Sguardo contemporaneo; Padiglione Italia); Biennale del Fin del Mundo 2014/2015, Mar del Plata, Argentina; I Biennale Arte & Industria. Utopia e Realtà, Labin, Croazia; Enviromental Art Festival Lakonia: arthumanature topos 2007, Sparta e Geraki (Grecia). Nel 2016 gli è stato assegnato il 57 Premio Campigna. Ha esposto in numerose mostre personali, collettive e di gruppo, tra le più recenti: Giulio De Mitri/Theorema, Bastione aragonese del Museo Archeologico di Santa Scolastica, Bari, 2018; The last last supper. Leonardo e l’ultima cena, Expo Milano, Villa Burba, Rho, Milano, 2016.
Ricca la sua bibliografia sia di carattere monografico che generale. Sue opere sono presenti in musei, collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero.

NICOLA EVANGELISTI
Nasce a Bologna nel 1972. Nel 2000 si diplomai scultura presso l’Accademia di Belle Arti. A partire dal 1995 sviluppa un percorso artistico in cui la luce artificiale si fa protagonista. La riflessione su temi scientifici e filosofici lo porta a elaborare Strutture Spaziali e Ipotesi Cosmiche, che costituiscono visualizzazioni ed estrinsecazioni di principi formalizzabili in termini matematici. Uno dei suoi principali e recenti cicli di lavoro riguarda il rapporto della luce con i simboli e le conseguenti significazioni, legate specialmente all’immaginario visivo geometrico e ai suoi rimandi all’antica storiografia del sacro. Le sue opere entrano a far parte di importanti collezioni private.

 

MARIA CRISTIANA FIORETTI
Nata nel 1966 a Cingoli, artista multimediale, vive e lavora tra Milano e Mentone (Francia). Diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Ancona e all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Dal 1966 insegna in varie Accademie d’Italia e dal 2004 è titolare della cattedra di Cromatologia all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.
Dal 2019 è Direttrice della Scuola di Decorazione dell’Accademia di Brera, Milano. Nel 2010 pubblica il manuale didattico” LIGHT e COLOR” con Domenico Nicolamarino. Dalla seconda metà degli anni ’80 tiene mostre personali e collettive nazionali ed internazionali in spazi pubblici e privati. Nel 2010 presenta la prima opera site-specific multimediale nella mostra “LIGHT ABSTR-ACTION” a cura di Jacqueline Ceresoli, alla Casa dell’Energia di Milano (catalogo edizioni Mazzotta) poi ospitata al Castello Medioevale “Carlo V “ di Lecce per la III Edizione del Festival dell’Energia. Nel 2013 espone l’opera site-specific “Sensorial Space” nell’ambito degli eventi collaterali alla 55 Biennale di Venezia, nella mostra “ Personal Structures” a Palazzo Bembo. Nel 2015 elabora “Colormaps or Spices”, mappe in cui introduce elementi organici esposte al Museo Archeoloico Rossi di Ventimiglia, a cura di Jacqueline Ceresoli e successivamente alla galleria Art Bloom di Pechino. Nel 2017 partecipa alla mostra collettiva del gruppo di Black Light Art a cura di Gisella Gellini e Mario Agrifoglio al Palazzo della Regione Lombardia, alla Pinacoteca Civica di Como e al Museo Civico della Rocca Albornz di Spoleto. Nel 2018 realizza l’opera site-specific “LightNess”multimedia installation presso la galleria Zuo An Art Center, Da Li, Yun Nan, Cina. Nel 2020 il Comune di Milano, la seleziona per il palinsesto “I talenti delle donne” e organizza la mostra IL COLORE DELL’ACQUA a cura di Raffaella Resch all’Acquario Civico di Milano. www.cristianafioretti.com

GISELLA GELLINI
Laureata in Architettura con 110 e lode all’Università di Firenze, Gisella Gellini, dopo una collaborazione di tre anni con lo Studio Leonardo Savioli di Firenze, si è stabilita a San Paolo del Brasile. Qui ha partecipato alla progettazione e realizzazione di importanti edifici tra cui la Facoltà di Arte e Musica Santa Marcellina, mentre continuava ad approfondire la sua formazione seguendo corsi di Estetica Sperimentale. Al suo ritorno in Italia ha creato e gestito una galleria di antiquariato e arte moderna. Dall’inizio di questo secolo ha approfondito la sua conoscenza della Light Art in  collaborazione con il Dott. Giuseppe Panza di Biumo, divenendo uno dei maggiori esperti del settore. Attualmente è docente alla Scuola del Design del Politecnico di Milano e organizza come curatrice esposizioni di Light Art e Black Light in Italia e all’estero. Ha scritto numerosi articoli sull’argomento su varie riviste specializzate ed ha pubblicato vari libri, tra i quali dieci edizioni di” Lihjt Art in Italy, temporary installations “. Per maggiori dettagli si rimanda alle altre sezioni del sito www.luces.it

MASSIMO HACHEN
Massimo Hachen nasce nel 1952 a Milano; architetto e designer, all’inizio del nuovo secolo, ha affiancato alla sua professione una propria produzione artistica, applicando quei valori di semplicità e di rigore geometrico, trasmessigli da Nino Di Salvatore e Bruno Munari, di cui è stato allievo.
Le sue opere sono ispirate dall’esperienza maturata nel campo della psicologia della forma e della percezione visiva, di cui è docente presso il Politecnico di Milano e altri istituti universitari in Italia e all’estero, e su cui ha pubblicato alcuni testi.
Utilizzando una tecnica personale “sotto vetro” ha dipinto opere astratte vicine all’arte concreta, di grande effetto spaziale esposte in mostre sia personali che collettive, o presenti in collezioni private, a Milano, Vercelli, Venezia e Bologna. In periodi più recenti ha realizzato sculture in materiali compositi illuminate da luci laser, che giocano su rapporti che possono esistere tra suono e forma. Le sue ultime creazioni utilizzano due fonti luminose opposte per generare differenti pattern cromatici attraverso la luce riflessa, con riferimenti diretti alla Gestalt.

FEDERICA MARANGONI
Artista multimediale già dal 1970 opera a livello internazionale usando vetro-luce-video per le opere ed installazioni. Viene invitata al MOMA New York con la performance Interrogation e il film The box of Life. Fonda la sua ricerca su luce e artificio, realtà e finzione, gioco dell’effimero, della trasparenza e della mobilità virtuale dell’immagine. Pioniera negli anni Sessanta e Settanta nella ricerca di nuovi materiali, plastiche, neon e video, questi ne segnano, come per le generazioni dopo Duchamp, la sua espressione artistica. Vuole essere libera nell’impegno di ogni messo per fare Arte. Invitata dai Musei Civici Veneziani a rappresentare la città per la Biennale del 2015, realizza un’opera site specific per la facciata barocca di Ca’ Pesaro sul Canal Grande.

 

VINCENZO MARSIGLIA
Vincenzo Marsiglia nato il 15/11/1972 a Belvedere Marittimo (CS)
Vive e Lavora a Soncino (Cremona)
Titoli di studio conseguiti:
Diploma di Maestro d’Arte, presso l’Istituto Statale d’Arte di Imperia
Diploma di maturità d’Arte applicata, sezione decorazione pittorica, presso l’Istituto d’Arte di Imperia
Diploma di laurea in Pittura, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera Milano
PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI
2020- WRAP AND VANITIES, Diptyc Ginevra una idea di Sophie Jacquemoud e Julie Fazio
2019- WRAP, Maurizio Caldirola Arte Contemporanea Monza (MB).
2018- CLOPEN, Ex Chiesetta Polignano a Mare (BA) a cura di Roberto Lacarbonara
2017- INTERACTIVE ARCADE Palazzo Bevilacqua Ariosti Bologna a cura Eli Sassoli de’ Bianchi and Olivia Spatola
2016- Dopo-Logica/o, Palazzo Ducale, Sabbioneta a cura di Matteo Galbiati
2014- VINCENZO MARSIGLIA INTERACTION SHAPES, Casa Matei Gallery, Cluj-Napoca Romania a cura di Ilaria Bignotti e Walter Bonomi ed Ex Chiesa di S. Pietro in Atrio, Como a cura di Chiara Canali
2012- VINCENZO MARSIGLIA ART NUMERIQUE, Galerie Charlot, Paris (F)
2003- IL PARADOSSO ASTRATTO, Casa del Console Museo d’Arte Contemporanea, Calice Ligure (SV) a cura di Luca Beatrice

YARI MIELE
Nato a Cantù (Como) nel 1977 dove si diploma nel 1997 all’Istituto Statale d’Arte ‘Fausto Melotti’.
Nel 2003 si laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano dove frequenta workshop condotti dagli artisti di fama internazionale Carla Accardi, Corrado Levi e Gilberto Zorio. Dal 2013 è co-direttore dello spazio indipendente MARS (Milan Artist Run Space).
Recentemente ha esposto in diverse mostre personali e collettive in Italia e all’estero tra cui l’Edicola Radetzky, a cura di Giorgio Verzotti, a MARS, a cura di Fabio Carnaghi e Alberto Mugnaini, a Galleria/Galleria, con Corrado Levi, a cura di Angelo Mosca, allo spazio Espace d’art contemporain (les halles), a cura di Noah Stolz, presso la Galleria Lorenzo Vatalaro, al MAC, a cura di Alberto Zanchetta, al Bocs Art di Cosenza a cura di Alberto D’Ambruosio, a Base di Milano a cura di Federico Pepe, al Camusac di Cassino a cura di Federico Sardella e Bruno Corà, a Supersimètrica a Madrid.

SEBASTIANO ROMANO
Sebastiano Romano (Siracusa 1953) Scenografo Light artist, si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e il Teatro alla Scala. Inizia il suo percorso professionale collaborando sin dai primi anni ’80 con registi e compagnie teatrali di rilievo nazionale. Nel corso della lunga attività progetta e realizza anche molti eventi culturali e musicali per numerosi Festival e Istituzioni nazionali e internazionali. Dal 2006 elabora una nuova esperienza artistica applicando l’immaginario scenografico nelle installazioni luminose proposte in diversi spazi urbani e nei siti storici di molte città del territorio nazionale. In questi interventi e nei lavori successivi di carattere grafico l’utilizzo della luce diventa l’elemento espressivo predominante. Molti suoi lavori sono stati documentati in riviste di settore, in pubblicazioni di Light Art e presentati in alcune mostre quali: Light Art Ensemble, ex chiesa di San Carpoforo Milano 2014, Black Light Art: la luce che colora il buio, Spazio espositivo di Palazzo Lombardia Milano e Rocca Albornoz- Museo Nazionale del Ducato di Spoleto 2017- 2018.

CLAUDIO SEK DE LUCA
Sek nasce a Vittorio Veneto (TV) nel 1958, inizia a dipingere alla giovane età di quindici anni nel 1973, anno in cui partecipa a una prima mostra. Nel 1977 nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze: collabora all’allestimento e progetto della mostra di Rafael Alberti per la Spagna a cura di Giulio Carlo Argan.
Nel 1981 si diploma, con lode nel corso di Pittura, all’Accademia di Belle Arti di Venezia con il Maestro Emilio Vedova.
Attualmente è docente di Disegno e Storia dell’Arte nei Licei Statali. Espone in varie mostre personali e collettive in Italia e all’estero dal 1980.
Mostre selezione:
2010 – San Bonifacio (VR) 4/19 sett. “Sekografie vissuto fluorescente”, assemblaggi scultura e 20 opere di Black Light Paintings, Galleria d’arte Centrale, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura (personale).
2012 – Orta San Giulio (NO), 27 ott./10 nov. Palazzotto Motta, mostra dei vincitori del 12° Premio Nazionale d’Arte Città di Novara con un’opera Black Light Painting (collettiva).
2013 – Bosco Chiesanuova (VR), 5/16 sett. Quarant’anni di pittura “mostra antologica dalle prime opere giovanili alle “Sekografie Fluorescenti Black Light Paintings”, Assessorato alla Cultura (personale).
2012 – Venezia, 3/11 ago. Palazzo Cà Zanardi, “Dreams” circuito off 55 ma Biennale d’Arte di Venezia (collettiva).
2014 – Verona, 8/10 febb. Prima Biennale della Creatività presentata da Vittorio Sgarbi, Stand con 2 opere di Black Light Paintings (collettiva).
2014 – Novara, 27 sett./12 ott. Tra luci e colori, opere di Black Light Paintigs, Palazzo Renzo Piano (personale).
2015 – Firenze, 17/25 ott. X Florence Biennale, Art and the Polis, Parete di Sek Black Light Painting (collettiva).
2015 – Genova, 28 nov./ 9 dic. Satura Art Gallery, “Black Light Paintings 1° International Exibition” Curatore Fabio Agrifoglio (collettiva).
2016 – Soave (VR) 3/31 mag. Cantina Rocca Sveva, “Sekografie Ultraviolette” 12 opere di Black Light Paintings, (personale).
2017 – Milano, 11 mag. / 9 giu. Palazzo Regione Lombardia, “La luce che colora il buio”, Curatori: Gisella Gellini e Fabio Agrifoglio (collettiva).
2017/18 – Como, 4 nov. 2017/ 7 gen. 2018, Pinacoteca Civica, Black Light Art: “La luce che colora il buio”, Curatori: Gisella Gellini e Fabio Agrifoglio (collettiva).
2017/18 – Spoleto, 5 dic. 2017/ 25 feb. 2018, LIGHT QUAKE, Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, Rocca Albornoz, Curatori: Gisella Gellini e Fabio Agrifoglio (collettiva).

BIENNALE LIGHT ART 2018

DAVIDE DALL’OSSO
Nasce a Pesaro, vive e lavora a Casole D’Elsa. Diplomatosi come attore alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, sceglie la contaminazione dei linguaggi, ed è stimolato ad intraprendere uno studio sul corpo, sullo spaio e sulla materia. Il lavoro con Enrique Vargas, lo porta alla scultura quale mezzo di espressione creativa e chiave di lettura della spiritualità dell’uomo contemporaneo. Dotato di una “istintiva capacità figurativa”, comincia a realizzare in creata e successivamente in resina, figure umane ed animali a grandezza naturale. La figura del cavallo lo colpisce per la sua espressività e per la forte fisicità. I primi cavalli vengono realizzati in creta e resina, e durante questa lavorazione l’artista si avvia verso la ricerca di nuovi materiali.

EDWARD SHUSTER & CLAUDIA MOSELEY
Artisti concettuali, costruiscono sculture, installazioni e ambienti sospesi. Ragionano sull’interazione delle tecnologie e dei materiali, la loro pratica utilizza ottica, geometria, luce e vetro, creando nuove esperienze ambientali e meditative. Claudia ed Edward si sono incontrati in una manifestazione di protesta per salvare gli alberi nei boschi del Parco Nazionale di Brecon Beacons, nel Galles, dove hanno iniziato la loro storia artistica, collaborando e abitando in una casa sull’albero sospesa. Vivendo e lavorando a Londra, creano opere di luce temporanee e permanenti e installazioni scultoree per spazi pubblici, collezioni private e mostre internazionali.

ROMANO BOCCADORO
Nasce a San Benedetto Po nel 1958. Consegue la maturità artistica nel 1977 e comincia subito a lavorare spaziando dalla pittura alla scultura, poesia, fotografia e l’installazione. Partecipa a diverse manifestazioni artistiche che ne segnano la poetica e la messa in scena dei suoi lavori. È parte della mostra Traviata nell’isola Boschina di Ostiglia, e poi nella La terza dimensione. Possibili oggetti del necessario. Con lo pseudonimo di Mauro Rabano presenta le sue macchine messianiche e inutili. Campanotto stampa il suo primo libro di poesia Poeta Rebis. Viene edito Cuore Nero, partecipa a … e quando il sole cade la città s’accende a Palazzo Ducale di Mantova e poi alla mostra internazionale … e fu terremoto. La nascita, la morte e la resurrezione del figlio di Dio tra sacro e profano.

FARDY MAES
Nasce in California nel 1943. Segue la vita nomade dei genitori ricchi e colti, che la portano fin da bambina a vedere mostre d’arte, rappresentazioni teatrali e balletti in diverse città americane. La scuola è quella dei genitori che la istruiscono e la formano al fare pratico e alla filosofia. Giovane hippie partecipa alle più importanti manifestazioni di contestazione degli anni Sessanta. Le sue opere sono presso numerosi collezionisti americani. Intorno al 1980 comincia a occuparsi di light art. Amante dell’Italia, ogni tanto fa visita in Toscana ad una sua amica inglese. Spiccatamente minimalista, ha guardato molto al lavoro di Dan Flavin e ne porta avanti la sua lezione, quasi sempre utilizzando i neon. Predilige gli interventi in site specific come quello realizzato per Mantova.

MASSIMO UBERTI
Nasce a Brescia nel 1966. Vive e lavora a Milano. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera. All’inizio degli anni Novanta è stato membro del gruppo di artisti Lazzaro Palazzi a Milano. Ha ricevuto molti apprezzamenti in Italia e all’estero tra cui, in Piazza dei Mercanti nel 2007, la quinta edizione del premio Camera di Commercio, Milano, nel 2008, Tendente Infinito nella mostra “Sogni della città possibile”, Fondazione Stelline, Milano. Nel 2012 ha vinto il premio internazionale Artist’Book NOPX a Torino. Nel 2013 è stato selezionato da una commissione europea per l’officina Nuova narrativa per l’Europa, a Milano e a Berlino. Invitato in numerose esposizioni internazionali, è uno dei più importanti artisti italiani della light art

DAVID DIMICHELE
Nasce a Long Beach nel 1954. Ha frequentato l’Università della California a Berkeley, l’Università della California a Santa Cruz e la California State University a Long Beach. Conosciuto per le fotografie Pseudodocumentazione, combina aspetti del disegno, della pittura, della scultura, dell’installazione e della fotografia in una forma d’arte unica che completa il concetto di post-studio. Sue mostre personali a Los Angeles, New York e San Francisco, e partecipazioni a numerose mostre negli Stati Uniti e all’estero. Il suo lavoro è rappresentato da DENK Gallery di Los Angeles e dalla Frank Taal Gallery di Rotterdam.

MARCO LA ROSA
Nasce a Brescia nel 1978. Coesistono, nei suoi lavori, elementi comuni e ricorrenti che ogni volta riemergono in modi e tempi differenti. Tali “costanti d’indagine” sono, oramai, parte indispensabile, bussola, del suo viaggio. Doppio, confine, limite, altrove, vuoto, sono alcuni dei concetti fondamentali che alimentano, giorno dopo giorno, la sua inquietudine. Una quotidiana oscillazione tra una componente mentale e una fisica. Un “doppio sguardo” ricolto al tempo e allo spazio che crea necessariamente delle sfasare, e delle sconnessioni, nelle cui fratture, costruisce e colloca il suo lavoro e le sue opere. Immagini come filtri, membrane o soglie che invitano il visitatore ad oltrepassare la realtà contingente.

NICOLA EVANGELISTI
Nasce a Bologna nel 1972. Nel 2000 si diplomai scultura presso l’Accademia di Belle Arti. A partire dal 1995 sviluppa un percorso artistico in cui la luce artificiale si fa protagonista. La riflessione su temi scientifici e filosofici lo porta a elaborare Strutture Spaziali e Ipotesi Cosmiche, che costituiscono visualizzazioni ed estrinsecazioni di principi formalizzabili in termini matematici. Uno dei suoi principali e recenti cicli di lavoro riguarda il rapporto della luce con i simboli e le conseguenti significazioni, legate specialmente all’immaginario visivo geometrico e ai suoi rimandi all’antica storiografia del sacro. Le sue opere entrano a far parte di importanti collezioni private.

DONATELLA SCHILIRÒ
Nasce a Bologna nel 1968. Si diploma all’istituto Statale d’Arte e all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Finissima disegnatrice, dopo aver appreso le tecniche e i segreti di lavorazione del neon e dell’argon, si addentra nelle trame dei processi produttivi. Figlia di artigiano neonista, impara l’arte e diventa presto delicata artista della light art. Con la fotografia e la luce compone finissime e poetiche composizioni che recuperano il senso e la bellezza della natura creando paesaggi assolutamente innovativi. Dal 2003 partecipa incessantemente a innumerevoli esposizioni di carattere nazionale e internazionale con personali e collettive di prestigio.

FEDERICA MARANGONI
Artista multimediale già dal 1970 opera a livello internazionale usando vetro-luce-video per le opere ed installazioni. Viene invitata al MOMA New York con la performance Interrogation e il film The box of Life. Fonda la sua ricerca su luce e artificio, realtà e finzione, gioco dell’effimero, della trasparenza e della mobilità virtuale dell’immagine. Pioniera negli anni Sessanta e Settanta nella ricerca di nuovi materiali, plastiche, neon e video, questi ne segnano, come per le generazioni dopo Duchamp, la sua espressione artistica. Vuole essere libera nell’impegno di ogni messo per fare Arte. Invitata dai Musei Civici Veneziani a rappresentare la città per la Biennale del 2015, realizza un’opera site specific per la facciata barocca di Ca’ Pesaro sul Canal Grande.