ADRIANO ABBADO

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L’artista percorre la ricerca di un rapporto tra musica e arti visive contemporanee attraverso le nuove opportunità e strumentazioni che l’informatica mette sul mercato a partire dall’ultimo quarto di secolo appena finito.
In gran parte dei suoi lavori ha sempre cercato di creare forme di espressione artistiche collegate al computer e all’elettronica e di trasporre le immagini dal loro  contesto originale verso altre frontiere e territori solo apparentemente separati. Nel sottrarsi alla figurazione e alle geometrie, si raccorda con quella parte dell’arte informale meno disponibile a concessioni di carattere estetizzante, riponendo nella precisione delle immagini la loro potenza e la loro forza suggestiva.
L’opera che presenta in questa mostra, di taglio informale- astrattista, costituisce una fine elaborazione di un bugnato giuliesco della Cavallerizza. Con questa installazione, Abbado ci propone una riflessione sulle possibilità di manipolazione, interpolazione e intersecazione di immagini che pur distanti tra loro, in questo caso di almeno cinque secoli, si ritrovano sulla stessa scena architettonica e artistica a far mostra di sé per una dedica alla Cavallerizza e a Giulio Romano.
Un’opera colorata, piacevole, luminosa, che stimola i nostri sensi percettivi, proponendoci, tra le altre, una visione dei segni, delle profondità e delle cicatrici incise a laser sul plexigas, che non sono molto dissimili a quelle inscritte nella natura e nell’Universo.

ADRIANO ABBADO
Ha cominciato i suoi primi esperimenti con la fotografia e i suoni ambientali nel 1972. Nel 1977 ha conseguito un diploma in musica elettronica presso il Conservatorio di Milano e nel 1988 un Master of Science presso il Media Laboratory del Massachusetts Institute of Technology.
Ha insegnato computer grafica presso l’Istituto Europeo di Design di Milano, musica elettronica presso il Conservatorio di musica di Torino e audiovisual art presso l’Università di California a Santa Barbara. Le sue opere sono state presentate in varie località fra cui Barcellona, Chicago, Copenaghen, Melbourne, Milano, New York, Parigi, Roma, Seoul, Shanghai e Venezia. Nel 2013 la sua animazione Kayuputih è stata proiettata presso la National Gallery of Art di Washington D.C.
Nel corso degli anni ha visitato quasi quaranta Paesi. I suoi interessi spaziano dalla musica tradizionale asiatica all’astrofotografia. Attualmente si occupa di trading online. Il suo libro I maestri della Visual Music sarà pubblicato da Skira nell’autunno 2016.

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BIENNALE LIGHT ART
COMPLESSO MUSEALE PALAZZO DUCALE
CAVALLERIZZA DELLA CORTE NUOVA
24.06 – 18.09.2016
MOSTRA A CURA DI
Vittorio Erlindo
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Ylenia Apollonio e Lisa Valli, con la collaborazione di Franco Amadei
UFFICIO COMUNICAZIONE
Renata Casarin con Ylenia Apollonio e Alessandro Colombo
REDAZIONE TESTI
Alessandro Colombo, Chiara Tranquillità e Lisa Valli
CREDITI FOTOGRAFICI
Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova:
Archivio Storico Fotografico (operatrice Cristina Garilli), Laboratorio fotografico (operatrice Emanuela Pezzini), Massimo Allegri, Paolo Bernini, Paolo Bertelli,, Niccolò Tasselli, Lisa Valli